giovedì 1 febbraio 2018
martedì 11 ottobre 2016
lunedì 10 ottobre 2016
domenica 19 giugno 2016
Crescita e NON crescita, poco felice, del M5S
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In attesa dei risultati definitivi e delle valutazioni che verranno date anche in base a dove il movimento sarà riuscito a piantare la bandiera, ho elaborato, sulla base dei risultati del primo turno, una piccola statistica avente come scopo l'individuazione del radicamento, del successo e della crescita del M5S sul territorio.
I tre fattori analizzati si basano su dati come presentazione o meno della lista e raggiungimento del risultato di almeno un consigliere eletto.
La % di radicamento: è la capacità del M5S di radicarsi sul territorio. Misura in percentuale la proporzione dei comuni in cui il M5S si è presentato, sul totale dei comuni al voto nella regione.
La % di successo: indica la capacità di penetrazione laddove ci si presenta. E' il rapporto percentuale dei comuni in cui si è ottenuto almeno un eletto sul totale dei comuni in cui ci si è presentati. Questo dato è purtroppo molto viziato dai ballottaggi e lo riporto per ora per completezza di analisi anche se andrà rielaborato una volta che i risultati definitivi saranno disponibili.
La % di crescita: è il rapporto percentuale dei comuni in cui si è ottenuto almeno un eletto su tutti i comuni andati al voto e indica quanto si sta allargando sul territorio l'influenza del Movimento (anche un consigliere di
opposizione contribuisce nel bene o nel male a far conoscere il m5s durante il suo mandato).
La seconda tabella riporta in breve chi sono i vincitori e i vinti, ossia dove il M5S va meglio e dove invece è in forte difficoltà sia nel radicamento sul territorio che nella crescita.
Le forbici nella valutazione della crescita cambieranno leggermente dopo i ballottaggi ma il dato è a mio avviso già indicativo e interessante.
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I tre fattori analizzati si basano su dati come presentazione o meno della lista e raggiungimento del risultato di almeno un consigliere eletto.
La % di radicamento: è la capacità del M5S di radicarsi sul territorio. Misura in percentuale la proporzione dei comuni in cui il M5S si è presentato, sul totale dei comuni al voto nella regione.
La % di successo: indica la capacità di penetrazione laddove ci si presenta. E' il rapporto percentuale dei comuni in cui si è ottenuto almeno un eletto sul totale dei comuni in cui ci si è presentati. Questo dato è purtroppo molto viziato dai ballottaggi e lo riporto per ora per completezza di analisi anche se andrà rielaborato una volta che i risultati definitivi saranno disponibili.
La % di crescita: è il rapporto percentuale dei comuni in cui si è ottenuto almeno un eletto su tutti i comuni andati al voto e indica quanto si sta allargando sul territorio l'influenza del Movimento (anche un consigliere di
opposizione contribuisce nel bene o nel male a far conoscere il m5s durante il suo mandato).
La seconda tabella riporta in breve chi sono i vincitori e i vinti, ossia dove il M5S va meglio e dove invece è in forte difficoltà sia nel radicamento sul territorio che nella crescita.
Le forbici nella valutazione della crescita cambieranno leggermente dopo i ballottaggi ma il dato è a mio avviso già indicativo e interessante.
martedì 22 marzo 2016
Bruxelles: la risposta dello stato islamico
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La risposta alla cattura di Salah Abdeslam non si è fatta attendere, si parla di almeno 26 morti e 130 feriti e potrebbe non essere finita qui. Penso alle famiglie delle vittime e cerco di immedesimarmi ma non ci riesco. Credo sia impossibile comprendere lontanamente il dolore inatteso di chi ha visto un parente o un amico andare al lavoro, partire per un viaggio senza sapere che sarebbe stata l'ultima volta che lo avrebbe incontrato.
Mi chiedo cosa farei io nei loro panni, cosa proverei: rabbia, frustrazione, senso di impotenza, incredulità, per la perdità di una moglie, un marito, una figlia, un padre o una madre.
Credo che se fosse toccato a me, perdere o esser perso per una causa del genere, l'intontimento sarebbe tale che le voci, quelle voci che da ora in avanti riempiranno le televisioni, suonerebbero ovattate e lontane. Ci sarà chi userà l'accaduto per propri fini, per chiamare l'ennesima crociata, chi generalizzerà, chi difenderà l'indifendibile e pochi, che nel silenzio, leveranno un pensiero o una preghiera per chi, sconosciuto in un Europa inconsistente, è stato sacrificato per motivi lontani che non gli appartenevano e che pensava non lo riguardassero.
Le bombe esplose ci ricordano nel peggiore dei modi che non possiamo considerarci distanti ed estranei in nessun caso.
Siamo tutti bersagli, siamo tutti vittime e siamo tutti carnefici, in un modo o nell'altro.
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Mi chiedo cosa farei io nei loro panni, cosa proverei: rabbia, frustrazione, senso di impotenza, incredulità, per la perdità di una moglie, un marito, una figlia, un padre o una madre.
Credo che se fosse toccato a me, perdere o esser perso per una causa del genere, l'intontimento sarebbe tale che le voci, quelle voci che da ora in avanti riempiranno le televisioni, suonerebbero ovattate e lontane. Ci sarà chi userà l'accaduto per propri fini, per chiamare l'ennesima crociata, chi generalizzerà, chi difenderà l'indifendibile e pochi, che nel silenzio, leveranno un pensiero o una preghiera per chi, sconosciuto in un Europa inconsistente, è stato sacrificato per motivi lontani che non gli appartenevano e che pensava non lo riguardassero.
Le bombe esplose ci ricordano nel peggiore dei modi che non possiamo considerarci distanti ed estranei in nessun caso.
Siamo tutti bersagli, siamo tutti vittime e siamo tutti carnefici, in un modo o nell'altro.
martedì 8 dicembre 2015
Verso un raduno nazionale a 5 Stelle
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E' il momento di crescere.
Perchè l'alternativa a una crescita condivisa e partecipata è la morte del Movimento.
Non so voi, ma io non sono affatto interessato a un ennesimo partitino verticistico, anche se più sano e più onesto degli esistenti.
Non è accettabile in un Movimento (che da statuto non vuole essere un partito nè ora nè in futuro) che dei consiglieri comunali siano espulsi o sospesi con una email, violando in questo modo uno degli articoli della Associazione Nazionale del Movimento 5 Stelle, il cui statuto prevede e sancisce la libertà di mandato degli eletti nelle istituzioni.
Non è accettabile che un Portavoce (che non è un capo politico ma un dipendente dei cittadini) dia a battesimo la figura di "candidato naturale" o cali investiture dall'alto tipiche dei partiti, dei loro listini bloccati e delle
segreterie.
L'unico candidato naturale, nel M5S, è quello scelto dai cittadini, tra altri candidati (ai quali si spera non venga chiuso "per caso" l'account il giorno del voto).
Tutto il resto è partitismo, è PDL, è PD, è la solita vecchia merda.
Mi spiace ma io non mi schiero con le espulsioni, nè quelle in itinere di Livorno, né quelle invocate a Bologna, tanto meno con quelle passate, in Sardegna o a Imperia.
Noi siamo quelli del controllo popolare dal basso, non dei fulmini divini dall'alto.
Occorre oggi più che mai incontrarsi.
Se dobbiamo cambiare quel che siamo perchè il nostro "metodo" non favorisce le competenze mi può stare bene, ma occorre guardarsi in faccia e proporre idee che siano inclusive. "Partecipazione e trasparenza" non possono essere slogan elettorali.
Se servono regole comuni, e a mio avviso ne servono, per scegliere i candidati amminstratori, non possiamo parlarne online. E' necessario un incontro nazionale e non credo che un evento come quelli di Imola o Roma sia il format adeguato.
Non serve un palco, ma tante sedie messe in circolo. Non servono gadgets, ma idee da condividere e approvare a più livelli affinché nessuno si senta escluso e nessuno possa poi recriminare.
Concordo con Federico Pizzarotti quando dice che serve "un meetup nazionale per ridefinire le nostre regole, un luogo di confronto fisico in cui incontrarsi a scriverle".
Dal 2009 il Movimento è cresciuto e quel che ancora oggi manca è un vero luogo di discussione interna e intendo un luogo di discussione politica.
Occorre porre rimedio a questa mancanza.
Se la parola Congresso fa paura chiamiamolo Meetup Nazionale, chiamiamolo Raduno delle Giovani Marmotte, chiamiamolo come volete ma facciamolo.
E' l'ultima occasione prima che un Grande Movimento Innovatore si tramuti, come la carrozza di Cenerentola, in un piccolo partito stantio di cui gli italiani sicuramente non hanno bisogno.
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Perchè l'alternativa a una crescita condivisa e partecipata è la morte del Movimento.
Non so voi, ma io non sono affatto interessato a un ennesimo partitino verticistico, anche se più sano e più onesto degli esistenti.
Non è accettabile in un Movimento (che da statuto non vuole essere un partito nè ora nè in futuro) che dei consiglieri comunali siano espulsi o sospesi con una email, violando in questo modo uno degli articoli della Associazione Nazionale del Movimento 5 Stelle, il cui statuto prevede e sancisce la libertà di mandato degli eletti nelle istituzioni.
Non è accettabile che un Portavoce (che non è un capo politico ma un dipendente dei cittadini) dia a battesimo la figura di "candidato naturale" o cali investiture dall'alto tipiche dei partiti, dei loro listini bloccati e delle
segreterie.
L'unico candidato naturale, nel M5S, è quello scelto dai cittadini, tra altri candidati (ai quali si spera non venga chiuso "per caso" l'account il giorno del voto).
Tutto il resto è partitismo, è PDL, è PD, è la solita vecchia merda.
Mi spiace ma io non mi schiero con le espulsioni, nè quelle in itinere di Livorno, né quelle invocate a Bologna, tanto meno con quelle passate, in Sardegna o a Imperia.
Noi siamo quelli del controllo popolare dal basso, non dei fulmini divini dall'alto.
Occorre oggi più che mai incontrarsi.
Se dobbiamo cambiare quel che siamo perchè il nostro "metodo" non favorisce le competenze mi può stare bene, ma occorre guardarsi in faccia e proporre idee che siano inclusive. "Partecipazione e trasparenza" non possono essere slogan elettorali.
Se servono regole comuni, e a mio avviso ne servono, per scegliere i candidati amminstratori, non possiamo parlarne online. E' necessario un incontro nazionale e non credo che un evento come quelli di Imola o Roma sia il format adeguato.
Non serve un palco, ma tante sedie messe in circolo. Non servono gadgets, ma idee da condividere e approvare a più livelli affinché nessuno si senta escluso e nessuno possa poi recriminare.
Concordo con Federico Pizzarotti quando dice che serve "un meetup nazionale per ridefinire le nostre regole, un luogo di confronto fisico in cui incontrarsi a scriverle".
Dal 2009 il Movimento è cresciuto e quel che ancora oggi manca è un vero luogo di discussione interna e intendo un luogo di discussione politica.
Occorre porre rimedio a questa mancanza.
Se la parola Congresso fa paura chiamiamolo Meetup Nazionale, chiamiamolo Raduno delle Giovani Marmotte, chiamiamolo come volete ma facciamolo.
E' l'ultima occasione prima che un Grande Movimento Innovatore si tramuti, come la carrozza di Cenerentola, in un piccolo partito stantio di cui gli italiani sicuramente non hanno bisogno.
lunedì 5 ottobre 2015
Rugolamerda vs Leccaculo - primo torneo regionale a 5 Stelle
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Davvero volete che il prossimo titolo del Secolo XIX assomigli a quello di questo post? Se è così direi che in Liguria si è iniziato col piede giusto.
Passo spesso per, e mi ritengo, una delle voci più critiche del Movimento 5 Stelle.
Tuttavia credo che un gradino più in basso di dove si è giunti il 3 a Genova sia difficile scendere eppure sono quasi certo che saremo capaci di farlo.
Già vedo le prime avvisaglie delle opposte tifoserie: da una parte chi osanna e santifica a prescindere i consiglieri regionali e sarebbe capace di giustificare qualunque decisione della compagine ligure e dall'altra chi nella foga di esporre dubbi, rimostranze, perplessità e critiche mescola tutto in un polpettone che ottiene come unico effetto di far perdere di vista i singoli problemi e le eventuali soluzioni.
Vogliamo davvero estremizzare gli opposti?
Vogliamo davvero lasciare il Movimento 5 Stelle Liguria nelle mani di improvvisati capi ultras?
Perchè, sappiatelo, è questo il rischio che si corre. Come negli stadi, anche in politicase si estremizza non sono le società calcistiche o i giocatori a comandare, ma i capucoli delle curve e più li si foraggia e più è facile che la situazione sfugga di mano.
Forse se la smettessimo tutti di parlare per slogan (ma proprio tutti) si potrebbe ricominciare a comunicare e a fare qualcosa di simile a quello che mi ero proposto io candidandomi alle regionali (se è ancora online la graticola dovrebbe essere visibile): organizzare il M5S sul territorio con strumeti non improvvisati, parziali e lasciati alla buona volontà del singolo consigliere o gruppo.
Serve trasparenza, ma una trasparenza organizzata perché è l'unica garanzia per tutti: eletti e non, attivisti e simpatizzanti, ma sopratutto per i Cittadini che vedrebbero un Movimento reattivo e coerente. L'alternativa è un microcorrentismo occulto. Una riffa continua per vedere i problemi del proprio territorio affrontati a scapito di quelli di qualcun'altro
Dotiamoci in fretta degli strumenti necessari a raccogliere la voce dei Liguri e a darle peso. Ridiamo dignità all'attivismo, quello vero, che non appare magari nella foto ricordo.
Si dia una forma alle riunioni territoriali perché la Liguria è vecchia e la rete è uno strumento fortemente limitativo nell'esercizio della democrazia partecipata.
Si stabilisca un patto chiaro tra chi è eletto e chi è attivo sul territorio, in modo che si sappia con certezza chi decide cosa.
Le energie sul territorio ci sono ancora. La Spezia è un esempio di come il confronto contiunato con i cittadini possa generare e mantenere partecipazione anche lontano dai periodi elettorali, ma se si prosegue sulla china che si è presa l'unico risultato che si otterrà sarà l'allontanarsi di un numero sempre maggiore di attivisti e simpatizzanti e si aprirà la strada a catechizzatori globe trotters da quattros soldi il cui unico intento è ingrassare il proprio ego e non il bene comune.
Sui singoli temi sollevati a Genova tornerò più avanti. Ora gli animi sono troppo "caldi" e ogni mia parola potrebbe essere strumentalizzati dalle opposte tifoserie. ed è l'ultima cosa di cui c'è bisogno adesso..
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Passo spesso per, e mi ritengo, una delle voci più critiche del Movimento 5 Stelle.
Tuttavia credo che un gradino più in basso di dove si è giunti il 3 a Genova sia difficile scendere eppure sono quasi certo che saremo capaci di farlo.
Già vedo le prime avvisaglie delle opposte tifoserie: da una parte chi osanna e santifica a prescindere i consiglieri regionali e sarebbe capace di giustificare qualunque decisione della compagine ligure e dall'altra chi nella foga di esporre dubbi, rimostranze, perplessità e critiche mescola tutto in un polpettone che ottiene come unico effetto di far perdere di vista i singoli problemi e le eventuali soluzioni.
Vogliamo davvero estremizzare gli opposti?
Vogliamo davvero lasciare il Movimento 5 Stelle Liguria nelle mani di improvvisati capi ultras?
Perchè, sappiatelo, è questo il rischio che si corre. Come negli stadi, anche in politicase si estremizza non sono le società calcistiche o i giocatori a comandare, ma i capucoli delle curve e più li si foraggia e più è facile che la situazione sfugga di mano.
Forse se la smettessimo tutti di parlare per slogan (ma proprio tutti) si potrebbe ricominciare a comunicare e a fare qualcosa di simile a quello che mi ero proposto io candidandomi alle regionali (se è ancora online la graticola dovrebbe essere visibile): organizzare il M5S sul territorio con strumeti non improvvisati, parziali e lasciati alla buona volontà del singolo consigliere o gruppo.
Serve trasparenza, ma una trasparenza organizzata perché è l'unica garanzia per tutti: eletti e non, attivisti e simpatizzanti, ma sopratutto per i Cittadini che vedrebbero un Movimento reattivo e coerente. L'alternativa è un microcorrentismo occulto. Una riffa continua per vedere i problemi del proprio territorio affrontati a scapito di quelli di qualcun'altro
Dotiamoci in fretta degli strumenti necessari a raccogliere la voce dei Liguri e a darle peso. Ridiamo dignità all'attivismo, quello vero, che non appare magari nella foto ricordo.
Si dia una forma alle riunioni territoriali perché la Liguria è vecchia e la rete è uno strumento fortemente limitativo nell'esercizio della democrazia partecipata.
Si stabilisca un patto chiaro tra chi è eletto e chi è attivo sul territorio, in modo che si sappia con certezza chi decide cosa.
Le energie sul territorio ci sono ancora. La Spezia è un esempio di come il confronto contiunato con i cittadini possa generare e mantenere partecipazione anche lontano dai periodi elettorali, ma se si prosegue sulla china che si è presa l'unico risultato che si otterrà sarà l'allontanarsi di un numero sempre maggiore di attivisti e simpatizzanti e si aprirà la strada a catechizzatori globe trotters da quattros soldi il cui unico intento è ingrassare il proprio ego e non il bene comune.
Sui singoli temi sollevati a Genova tornerò più avanti. Ora gli animi sono troppo "caldi" e ogni mia parola potrebbe essere strumentalizzati dalle opposte tifoserie. ed è l'ultima cosa di cui c'è bisogno adesso..
martedì 1 settembre 2015
NO alla riclassificazione dell'incenerimento in attività di recupero
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Lunedì 7 settembre, dalle 10 alle 13 e 30, a Genova in piazza De Ferrari presso il palazzo della Regione si terrà un presidio per ribadire un "NO alla riclassificazione dell'incenerimento in "attività di recupero" è importante esserci in tanti.
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Il 9 settembre p.v. si riunisce la Conferenza Stato-Regioni per approvare il decreto attuativo dell’articolo 35 parte integrante dello Sblocca Italia.
Una delle conseguenze della approvazione di tale articolo è la riclassificazione dell'incenerimento come "attività di recupero". In pratica bruciare rifiuti non sarà più considerato uno smaltimento.
Altre conseguenze sono la possibilità di imporre nuovi impianti di incenerimento non previsti dai piani regionali e la ristrutturazione di impianti obsoleti che potranno bruciare rifiuti provenienti da tutta Italia (e non solo su base provinciale).
Bruciare rifiuti è sbagliato, è antieconomico, è trogloditico se paragonato ai risultati che politiche di gestione corretta dei rifiuti possono portare (e gli esempi non mancano).
Chi parla a favore degli inceneritori, chiamandoli termovalorizzatori, come se cambiando il nome migliorasse la sostanza, dimentica spesso di dire che cosa entra e cosa esce da quegli impianti.
In un inceneritore entrano rifiuti, chiamati un tempo CDR, combustibile da rifiuto e adesso CSS, combustibile solido secondario (sempre nell'ottica di chiamare la merda purè sperando cambi il sapore), ma anche sabbia, acqua, aria e altri combustibili.
In un inceneritore entrano rifiuti, chiamati un tempo CDR, combustibile da rifiuto e adesso CSS, combustibile solido secondario (sempre nell'ottica di chiamare la merda purè sperando cambi il sapore), ma anche sabbia, acqua, aria e altri combustibili.
Dopo l'incenerimento quel che si ottiene sono fumi che contengono ceneri e gas, ceneri solide (per circa un terzo della quantità di rifiuti bruciati), carboni attivi dai filtri dei fumi, fanghi dalla depurazione dell'acqua e inerti: tutta roba che va poi in discarica.
Di fatto incenerire significa moltiplicare i rifiuti (della peggior specie).
Chiunque sia sensibile alla salute pubblica, all'ambiente, ma anche alla pura e semplice economia pubblica visti i costi di impianto, non può essere a favore dell'incenerimento e opporvisi è un dovere civico prima ancora che politico.
Lunedì 7 settembre, dalle 10 alle 13 e 30, a Genova in piazza De Ferrari presso il palazzo della Regione si terrà un presidio per ribadire un "NO alla riclassificazione dell'incenerimento in "attività di recupero" è importante esserci in tanti.
domenica 30 agosto 2015
La Bufala, il razzista e i banner a pago
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Fonti: NextQuotidiano - Il Fatto Nisseno
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Ricordate gli articoli che giravano su facebook riguardo la richiesta di 1.500 euro da parte degli immigrati che minacciavano di fare bordello? E il rom che investe un pedone e fugge con l'auto rubata? E l'immigrato evirato dal padre della bambina che aveva violentato? Oppure il Pakistano ospitato a cena che poi stupra la figlia di chi lo ha ospitato?
Bene, il Compartimento Polizia Postale e Comunicazioni della Sicilia Orientale ha denunciato in stato di libertà, per istigazione alla discriminazione razziale, il gestore del sito che pubblicava questa montagna di bufale.
Stando ai commenti presenti all'articolo su Next Quotidiano, il sito incriminato, senzacensura.eu, era gestito da Gianluca Lipani, uno studente di 20 anni, residente in provincia di Caltanissetta.
Stando ai commenti presenti all'articolo su Next Quotidiano, il sito incriminato, senzacensura.eu, era gestito da Gianluca Lipani, uno studente di 20 anni, residente in provincia di Caltanissetta.
Il mio pensiero va a tutti quei coglioni che hanno fatto circolare sui loro profili le cazzate riportate su quelle pagine e alla banda di deficienti che hanno commentato i post sbavando con contenuti razzisti.
Vi farà sicuramente piacere sapere di aver contribuito al guadagno di qualcuno che vi ha presi per il culo tre volte. La prima perché le notizie non erano vere, la seconda perché ci ha guadagnato con i banner pubblicitari e la terza perché come lui stesso ha dichiarato, al contrario di voi, non era animato da risentimenti nei confronti di persone di diversa nazionalità. Era solo un business.
E voi le vacche da mungere. Fonti: NextQuotidiano - Il Fatto Nisseno
martedì 11 agosto 2015
Vi supplico, fermate lo Staff!
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Vi prego, qualcuno li fermi! In una settimana rischiamo di sputtanarci quel po' di credibilità costruita in tanti anni di lavoro e sacrifici sul territorio e nelle istituzioni e tutto perché qualcuno non toglie il fiasco di vino allo staff.
Eppure che l'alcool d'estate col caldo faccia male al cervello, è ormai cosa risaputa, ma sulla questione spinosa dell'immigrazione, la quale necessita una approfondita discussione interna, rischiamo veramente di presentarci come un nugolo di galline in fuga in ogni direzione, colte dal panico, regalando per altri 5 anni, se è vero che a breve si potrebbe rivotare per le politiche, il governo del paese a Renzi o, anche peggio, a Salvini.
In una settimana a Milano hanno inanellato nell'ordine:
1) un articolo di Manlio di Stefano, sul lavoro svolto dai nostri portavoce a Roma riguardo l'immigrazione, 2) un articolo tratto da una mail privata (e se era privata magari un motivo poteva pur esserci) di Vittorio Bertola con alcune proposte che sarebbero fortemente da analizzare,
3) un articolo che mette a tacere un portavoce in Senato che, con tutto il rispetto per Vittorio Bertola che conosco e so non essere una testa di lega, magari aveva da dire la sua con un briciolo di cognizione di causa, visto che di immigrazione se ne occupa prima di tutto il parlamento italiano, mentre gli enti locali possono dare un feedback di cosa comportano certe decisioni prese a livello centrale.
Ci sarebbe molto da dire sulla pratica di pubblicare una parte di una mail, avvisando solo a posteriori via sms l'interessato, ma tralasciamo questo piccolo particolare che potrebbe fuorviare dal problema che sta a monte. Andrebbero chiariti, nel senso di messo in chiaro, resi trasparenti, i meccanismi attraverso cui si pubblica qualcosa sul blog di Beppe, altrimenti si corre il rischio ogni volta di generare un' ambiguità tra idee in libertà, proposte e prese di posizioni ufficiali del Movimento.
Nel merito delle proposte avanzate da Vittorio preferisco tornare in seguito con un articolo ad hoc. A prima vista ho l'impressione che sia come scrivere in un programma al punto uno "risolvere il problema della fame del mondo". Grazie tante, magari la differenza tra una chiacchierata inter nos e una pubblicazione in prima pagina su uno dei blog più letti d'Italia sta nel fatto che nel secondo caso qualcuno ti viene a grattare la schiena per sapere anche il COME intendi fare quel che metti in scaletta.
Questo chi sta a Roma e ci lavora da tempo, magari nelle commissioni, lo capisce meglio perché ci si confronta da più tempo, per cui è semplicemente delirante vedere apparire un post, che addita il portavoce in Senato Buccarella solo per aver detto una cosa banalissima e cioè che Vittorio Bertola non conosce a fondo la materia.
Qualcuno nello staff deve fare un salto alla anonima alcolisti perché probabilmente dimentica che per anni da Milano è stato menato malamente il belino ai consiglieri comunali di tutta Italia che si azzardavano a occuparsi di faccende anche solo un metro al di là del confine comunale.
Era una questione di ambiti di competenza, si diceva. Ora, potremmo discutere anche qui, per ora, se sia meglio così o pomì, ma l'aspetto importante è forse domandarsi con che diritto, rispetto a due portavoce che discutono pubblicamente su una posizione, una voce anonima di uno staff non eleto da nessuno possa mettere uno dei due a tacere.
Questo sopratutto quando il pasticciaccio brutto lo ha causato lo stesso staff, pubblicando a casaccio parole in libertà che anche un bambino di prima elementare avrebbe intuito sarebbero state strumentalizzate da chiunque: da sinistra, per dare ancora una volta dei fascisti al Movimento e da destra, quasi a coglionarci, da parte di Salvini, dicendo che lo si vuole copiare.
Qui occorre chiarire se quel che appare sul blog è la voce politica del movimento e in tal caso regolarne i contenuti come un Movimento che porta la voce del 25% dei votanti merita oppure se il blog è una cosa di Beppe, che possa fare da ispirazione, da stimolo, mentre il lavoro e le dichiarazioni ufficiali del movimento avvengono altrove.
Nel frattempo mandate in vacanza i responsabili di questo paciugo prima che nel tentativo di rimediare ne combinino un altra, ve ne supplico.
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Vi prego, qualcuno li fermi! In una settimana rischiamo di sputtanarci quel po' di credibilità costruita in tanti anni di lavoro e sacrifici sul territorio e nelle istituzioni e tutto perché qualcuno non toglie il fiasco di vino allo staff.
Eppure che l'alcool d'estate col caldo faccia male al cervello, è ormai cosa risaputa, ma sulla questione spinosa dell'immigrazione, la quale necessita una approfondita discussione interna, rischiamo veramente di presentarci come un nugolo di galline in fuga in ogni direzione, colte dal panico, regalando per altri 5 anni, se è vero che a breve si potrebbe rivotare per le politiche, il governo del paese a Renzi o, anche peggio, a Salvini.
In una settimana a Milano hanno inanellato nell'ordine:
1) un articolo di Manlio di Stefano, sul lavoro svolto dai nostri portavoce a Roma riguardo l'immigrazione, 2) un articolo tratto da una mail privata (e se era privata magari un motivo poteva pur esserci) di Vittorio Bertola con alcune proposte che sarebbero fortemente da analizzare,
3) un articolo che mette a tacere un portavoce in Senato che, con tutto il rispetto per Vittorio Bertola che conosco e so non essere una testa di lega, magari aveva da dire la sua con un briciolo di cognizione di causa, visto che di immigrazione se ne occupa prima di tutto il parlamento italiano, mentre gli enti locali possono dare un feedback di cosa comportano certe decisioni prese a livello centrale.
Ci sarebbe molto da dire sulla pratica di pubblicare una parte di una mail, avvisando solo a posteriori via sms l'interessato, ma tralasciamo questo piccolo particolare che potrebbe fuorviare dal problema che sta a monte. Andrebbero chiariti, nel senso di messo in chiaro, resi trasparenti, i meccanismi attraverso cui si pubblica qualcosa sul blog di Beppe, altrimenti si corre il rischio ogni volta di generare un' ambiguità tra idee in libertà, proposte e prese di posizioni ufficiali del Movimento.
Nel merito delle proposte avanzate da Vittorio preferisco tornare in seguito con un articolo ad hoc. A prima vista ho l'impressione che sia come scrivere in un programma al punto uno "risolvere il problema della fame del mondo". Grazie tante, magari la differenza tra una chiacchierata inter nos e una pubblicazione in prima pagina su uno dei blog più letti d'Italia sta nel fatto che nel secondo caso qualcuno ti viene a grattare la schiena per sapere anche il COME intendi fare quel che metti in scaletta.
Questo chi sta a Roma e ci lavora da tempo, magari nelle commissioni, lo capisce meglio perché ci si confronta da più tempo, per cui è semplicemente delirante vedere apparire un post, che addita il portavoce in Senato Buccarella solo per aver detto una cosa banalissima e cioè che Vittorio Bertola non conosce a fondo la materia.
Qualcuno nello staff deve fare un salto alla anonima alcolisti perché probabilmente dimentica che per anni da Milano è stato menato malamente il belino ai consiglieri comunali di tutta Italia che si azzardavano a occuparsi di faccende anche solo un metro al di là del confine comunale.
Era una questione di ambiti di competenza, si diceva. Ora, potremmo discutere anche qui, per ora, se sia meglio così o pomì, ma l'aspetto importante è forse domandarsi con che diritto, rispetto a due portavoce che discutono pubblicamente su una posizione, una voce anonima di uno staff non eleto da nessuno possa mettere uno dei due a tacere.
Questo sopratutto quando il pasticciaccio brutto lo ha causato lo stesso staff, pubblicando a casaccio parole in libertà che anche un bambino di prima elementare avrebbe intuito sarebbero state strumentalizzate da chiunque: da sinistra, per dare ancora una volta dei fascisti al Movimento e da destra, quasi a coglionarci, da parte di Salvini, dicendo che lo si vuole copiare.
Qui occorre chiarire se quel che appare sul blog è la voce politica del movimento e in tal caso regolarne i contenuti come un Movimento che porta la voce del 25% dei votanti merita oppure se il blog è una cosa di Beppe, che possa fare da ispirazione, da stimolo, mentre il lavoro e le dichiarazioni ufficiali del movimento avvengono altrove.
Nel frattempo mandate in vacanza i responsabili di questo paciugo prima che nel tentativo di rimediare ne combinino un altra, ve ne supplico.
sabato 8 agosto 2015
I clandestini e la logica dello Staff
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Lo giuro, non ci sto capendo più molto riguardo le idee, le proposte e le posizioni del M5S sugli immigrati e sui clandestini. Sarà probabilmente colpa del caldo ma trovo leggermente discordanti alcune informazioni contenute in due articoli usciti a breve distanza di tempo sul Blog di Beppe.
Il primo datato 6 agosto 2015 a firma di Manlio Di Stefano e il tavolo immigrazione dei Portavoce M5S dal titolo "I #clandestini sono il nuovo oro nero" ci informa, tra le altre cose, che "i dati ci dimostrano una realtà differente dove, in percentuale alla capacità d'accoglienza italiana, il numero di richiedenti asilo sarebbe assolutamente gestibile se solo lo si volesse "
e che "la stragrande maggioranza degli immigrati transita dall'Italia con l'intenzione di andare in nord Europa per ricongiungersi alla famiglia o, semplicemente, perché sa che lì sarà più facile trovare lavoro o integrarsi per via della lingua"
L'altro, a firma di Vittorio Bertola, consigliere comunale a Torino, datato 8 agosto 2015 intitolato "Quattro proposte sull'immigrazione, di Vittorio Bertola" ci presenta un quadro tanto drammatico da necessitare di un "giro di vite sui permessi di soggiorno per protezione umanitaria" e dell' "istituzione di sistemi efficienti per il rimpatrio forzato delle persone a cui viene respinta la domanda di asilo", di "una procedura specifica per la trattazione dei ricorsi contro il diniego dell'asilo" e della necessità di una "sorveglianza più stretta dei profughi nel sistema di accoglienza".
I toni sono tanto emergenziali da portare il corriere a titolare così:
ma allora, questi clandestini sono troppi o non li sappiamo gestire noi italiani? Sono qui per transitare e proseguire verso l'Europa o la maggior parte di loro vanno a vivere in ghetti nelle fabbriche abbandonate e diventano manovalanza per la criminalità organizzata?
La mia non vuole essere una polemica sterile, sono però convinto che sia ora necessario aprire un sano dibattito a livello di base su questo argomento e credo che ci siano spunti interessanti in entrambi gli articoli per arrivare a sintetizzare un progetto coerente con le scelte già fatte dal M5S (ricordate il voto favorevole all’abrogazione del reato di immigrazione clandestina?).
Spero che il tutto non si esaurisca come una bolla di calore di agosto e che i due articoli non finiscano nel dimenticatoio perché in tal caso si ridurrebbe il tutto alla solita caccia di like da parte di uno staff pronto a pubblicare tutto e il suo contrario pur di attirare l'attenzione disattenta degli opposti.
E' importante invece che siano gli iscritti al Movimento a ragionare e approfondire il tutto.
Certo che per discutere in modo partecipato un tema così ampio uno strumento più evoluto di quelli attualmente a disposizione sarebbe quanto meno necessario.
Leggi tutto »
Lo giuro, non ci sto capendo più molto riguardo le idee, le proposte e le posizioni del M5S sugli immigrati e sui clandestini. Sarà probabilmente colpa del caldo ma trovo leggermente discordanti alcune informazioni contenute in due articoli usciti a breve distanza di tempo sul Blog di Beppe.
Il primo datato 6 agosto 2015 a firma di Manlio Di Stefano e il tavolo immigrazione dei Portavoce M5S dal titolo "I #clandestini sono il nuovo oro nero" ci informa, tra le altre cose, che "i dati ci dimostrano una realtà differente dove, in percentuale alla capacità d'accoglienza italiana, il numero di richiedenti asilo sarebbe assolutamente gestibile se solo lo si volesse "
e che "la stragrande maggioranza degli immigrati transita dall'Italia con l'intenzione di andare in nord Europa per ricongiungersi alla famiglia o, semplicemente, perché sa che lì sarà più facile trovare lavoro o integrarsi per via della lingua"
L'altro, a firma di Vittorio Bertola, consigliere comunale a Torino, datato 8 agosto 2015 intitolato "Quattro proposte sull'immigrazione, di Vittorio Bertola" ci presenta un quadro tanto drammatico da necessitare di un "giro di vite sui permessi di soggiorno per protezione umanitaria" e dell' "istituzione di sistemi efficienti per il rimpatrio forzato delle persone a cui viene respinta la domanda di asilo", di "una procedura specifica per la trattazione dei ricorsi contro il diniego dell'asilo" e della necessità di una "sorveglianza più stretta dei profughi nel sistema di accoglienza".
I toni sono tanto emergenziali da portare il corriere a titolare così:
ma allora, questi clandestini sono troppi o non li sappiamo gestire noi italiani? Sono qui per transitare e proseguire verso l'Europa o la maggior parte di loro vanno a vivere in ghetti nelle fabbriche abbandonate e diventano manovalanza per la criminalità organizzata?
La mia non vuole essere una polemica sterile, sono però convinto che sia ora necessario aprire un sano dibattito a livello di base su questo argomento e credo che ci siano spunti interessanti in entrambi gli articoli per arrivare a sintetizzare un progetto coerente con le scelte già fatte dal M5S (ricordate il voto favorevole all’abrogazione del reato di immigrazione clandestina?).
Spero che il tutto non si esaurisca come una bolla di calore di agosto e che i due articoli non finiscano nel dimenticatoio perché in tal caso si ridurrebbe il tutto alla solita caccia di like da parte di uno staff pronto a pubblicare tutto e il suo contrario pur di attirare l'attenzione disattenta degli opposti.
E' importante invece che siano gli iscritti al Movimento a ragionare e approfondire il tutto.
Certo che per discutere in modo partecipato un tema così ampio uno strumento più evoluto di quelli attualmente a disposizione sarebbe quanto meno necessario.
giovedì 6 agosto 2015
La truffa della Nuova Medicina Germanica
2
"Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato"
Non è un concetto particolarmente difficile: prima si raccolgono dati empirici basandosi su ipotesi e teorie da vagliare, poi si trova una dimostrazione matematica, rigorosa, delle ipotesi avanzate. Se non lo si fa, basterà un unico controesempio a far cadere tutto il castello di carte che si è costruito.
Senza il secondo passaggio, se si da per vera una ipotesi senza una dimostrazione, non si naviga nel tranquillo mare della scienza ma in quell'oceano più vasto e burrascoso che va dalla fede alla superstizione.
Il guru fondatore della pseudoscienza conosciuta come Nuova Medicina Germanica, Ryke Geerd Hamer è un latitante, antisemita, negazionista che ha sulla coscienza centinaia di morti.
Uno che crede e professa che Olocausto e HIV non esistono, tanto per intenderci.
Nel 1978, suo figlio Dirk Hamer rimase ucciso dopo una lunga agonia in seguito alla famosa sparatoria che coinvolse Vittorio Emanuele di Savoia. Ryke Geerd Hamer ebbe altre tragedie personali in seguito: la morte della moglie e un tumore ai testicoli che Hamer interpretò come diretta conseguenza della perdita del figlio.
Non entro volutamente nel merito delle "5 leggi biologiche" enunciate da Hamer, lascio ad altri la responsabilità di divulgare le le sue idee strampalate. Ci hanno già pensato in troppi nel tempo a "pompare" queste fandonie, a partire dalla televesione, Rai compresa, che nei primi anni 80 trasmise la presentazione della NMG. Mi interessa di più mettere in evidenza altri aspetti, a mio avviso essenziali per avere un quadro di insieme.
Hamer venne radiato dall’albo nel 1986, cosa che non lo ha minimamente fermato. Egli ha continuato a esercitare clandestinamente e a spostarsi attraverso l’Europa, inseguito via via dalle varie procure che si accorgevano di lui e dei danni che causava. Questo signore ha dichiarato a più riprese che dietro l’opposizione alla Nmg ci sarebbero gli ebrei che, stando a lui, non si curano con metodi come la chemioterapia, che è un’arma creata per sterminare tutti i non-ebrei. Israele sarebbe a conoscenza dei principi della Nuova medicina germanica ma verrebbero tenuti segreti. Nonostante la latitanza la NMG ha continuato a essere praticata e a difondersi grazie a numerosi "discepoli".
Si stima che fino a oggi le teorie di Hamer siano costate la vita a circa 300 persone.
Tra questi ricordo alcuni casi a titolo esemplificativo.
Il caso di Gaby J
Gaby J., infermiera svizzera nata il 14 dicembre del 1954, a maggio del 1997 scopre un nodulo al seno, che la biopsia rivela essere un tumore maligno. Le vengono asportati il seno ed i linfonodi: è uno shock, rifiuta la chemioterapia o la radioterapia e si avvicina alle teorie di Hamer. Due anni dopo le compare un nodulo sotto un'ascella, ma lei è tranquilla: parla di un "gonfiore dovuto ad una stasi". A metà novembre del '99 si allontana da tutto e da tutti, perché deve "concentrarsi sulla guarigione": a dicembre già non riesce più a muoversi a causa delle metastasi. Il 29 maggio del 2000 chiede aiuto alla madre, la signora Rose-Laure Huber. Gaby è ormai "uno scheletro, quasi senza capelli". Dopo dolori indicibili, accetta di ricoverarsi all’ospedale di Aarau, dove muore poco dopo. La madre non mostrerà ai parenti il corpo perché devastato dalle metastasi.
Il caso di Domenico Mannarino
A Domenico Mannarino, ispettore di polizia di Crotone, nel novembre del 2005 viene diagnosticato un tumore al polmone: dovrebbe seguire una chemioterapia. Ma Benedetto L., un medico di Crotone del Sant’Andrea di Roma lo convince a rivolgersi alle teorie di Hamer. Dopo un breve e deludente contatto con Emmanuele Lupi, medico hameriano di Aulla, Benedetto
lo invita a contattare direttamente Marco Pfister, presidente dell'associazione ALBA. Dopo un po’ le metastasi continuano a diffondersi, tanto da paralizzare anche il lato sinistro del suo corpo. Per il medico romano la paralisi è dovuta ad un cosiddetto "conflitto di partner", per cui è colpa della moglie, che non lo appoggia a sufficienza. Il signor Mannarino muore il 19 agosto 2006, tra atroci sofferenze perché senza neanche l'aiuto della morfina. A causare la morte è una perforazione ad un'ansa intestinale.
I casi di Cristian Trevisan e Anna Maria Tosin
Nell'aprile 2012 il giudice Domenica Gambardella del tribunale di Padova ha condannato a tre anni di reclusione e 565 000 euro di risarcimento il medico Paolo Rossaro: l'accusa è di omicidio colposo per aver cagionato la morte di Cristian Trevisan (affetto da linfoma di Hodgkin) e Anna Maria Tosin (malata di tumore al seno), in seguito all'applicazione dei metodi di Hamer e, al contempo, sconsigliando il ricorso alle cure scientifiche a base di chemio e radioterapia. In appello Paolo Rossaro è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione, nonché al risarcimento di 220 mila euro per la famiglia di Cristian Trevisan, per aver cagionato la morte solo di quest'ultimo. Tale pena è stata confermata in Cassazione.
Nell'era del web 2.0, dove la stupidità raggiunge l'apice della sua riproducibilità e divulgazione, le truffe come la NMG trovano nuovo vigore grazie a gruppi presenti sui social forum, nei quali persone prive di preparazione in campo medico si scambiano pseudocure citando dogmi tratti dai libri del guru.
Hai una vascolarizzazione al seno? E' colpa dello sfratto da casa. Ti hanno tolto l'utero? Hanno investito un tuo famigliare con un auto. Hai una cistite da escherichia coli? Qualcuno ha invaso il tuo spazio, magari insediandoti il marito o la moglie.
Le "5 leggi biologiche" nell'interpretazione di questi medici improvvisati ricordano molto i consulti delle cartomanti, dove le cause dei propri mali sono da ricercare in situazioni definite in modo volutamente molto vago.
Io sono persona contraria a ogni forma di censura dell'informazione, ma nel vedere gruppi di discussione su facebook con più di 20 mila iscritti dove vengono propinate risposte che possono avere come effetto collaterale l'allontanamento da soluzioni medico-scientifiche reali, con gravi rischi per la salute delel persone mi viene da chiedermi se la logica della "par condicio"
televisiva abbia senso quando da una parte si ha una scienza e dall'altro una superstizione che fa da paravento a una vera e propria truffa che si prende gioco e sfrutta la disperazione di persone sfortunate.
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Ci sono bufale che riescono anche a strappare un sorriso, perchè innocue o perché mettono in evidenza le limitazioni di un singolo individuo o di un gruppo. In fondo il boccalone e lo scemo del villaggio, ci sono sempre stati.
Oggi che il villaggio si è fatto globale al suo espandersi esplode anche la presa per i fondelli, bonaria o maligna, di chi espone al publico ludibrio i propri limiti di capacità di pensiero, di logica o la propria creduloenria.
Ci sono però casi in cui le superstizioni personali si riversano sulla salute altrui, situazioni in cui lo scemo globale fa da megafono inconsapevole a "fedi" perverse che nulla hanno di scientifico.
In quei casi io non si può parlare di bufale, perché anche le bufale nel loro piccolo hanno una dignità.
Quando si mette a repentaglio la pelle altrui, sulla base di convincimenti non supportati da un metodo scientifico si diviene complici di vere e proprie truffe.
La nuova medicina germanica di Hamer rientra a pieno titolo tra le truffe più becere di cui mi sia mai capitato di leggere.
Ha tutte le caratteristiche tipiche della frode antiscientifica a danno di persone che cercano risposte a problemi più o meno gravi.
Come capita in tutti questi casi c'è un guru, incompreso, additato dalla comunità scientifica, perseguitato dalle "lobbies" di potere che trova la soluzione, non per un problema specifico, ma per un ampio spettro di domande senza risposta. Viene immancabilmente suggerito un complotto, ordito da qualcuno per non far sapere alla massa, al volgo, che una risposta esiste, che la salvezza è a portata di mano, ma che i cattivi di turno vogliono impedirne la divulgazione.
La nuova medicina germanica di Hamer rientra a pieno titolo tra le truffe più becere di cui mi sia mai capitato di leggere.
Ha tutte le caratteristiche tipiche della frode antiscientifica a danno di persone che cercano risposte a problemi più o meno gravi.
Come capita in tutti questi casi c'è un guru, incompreso, additato dalla comunità scientifica, perseguitato dalle "lobbies" di potere che trova la soluzione, non per un problema specifico, ma per un ampio spettro di domande senza risposta. Viene immancabilmente suggerito un complotto, ordito da qualcuno per non far sapere alla massa, al volgo, che una risposta esiste, che la salvezza è a portata di mano, ma che i cattivi di turno vogliono impedirne la divulgazione.
E' la solita dannatissima vecchia storia. Dal venditore di aqua fontis del far west al metodo Stamina di Vannoni, dallo stregone che legge le interiora di gallina alla NMG di Hamer, cambia il riflesso in superficie ma tuffandosi in profondità si trova la solita vecchia melma.
Eppure il "metodo scientifico" non è così difficile da divulgare come concetto. Questo al di la di essere dei matematici, dei medici o dei fisici teorici.
Eppure il "metodo scientifico" non è così difficile da divulgare come concetto. Questo al di la di essere dei matematici, dei medici o dei fisici teorici.
In questo senso, una qualche responsabilità, nel non saper raggiungere l'uomo medio, la comunità scientifica deve pur prendersela.
C'è una frase di Einstein che sintetizza in modo semplice il concetto di fondo:
"Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato"
Non è un concetto particolarmente difficile: prima si raccolgono dati empirici basandosi su ipotesi e teorie da vagliare, poi si trova una dimostrazione matematica, rigorosa, delle ipotesi avanzate. Se non lo si fa, basterà un unico controesempio a far cadere tutto il castello di carte che si è costruito.
Senza il secondo passaggio, se si da per vera una ipotesi senza una dimostrazione, non si naviga nel tranquillo mare della scienza ma in quell'oceano più vasto e burrascoso che va dalla fede alla superstizione.
Il guru fondatore della pseudoscienza conosciuta come Nuova Medicina Germanica, Ryke Geerd Hamer è un latitante, antisemita, negazionista che ha sulla coscienza centinaia di morti.
Uno che crede e professa che Olocausto e HIV non esistono, tanto per intenderci.
Nel 1978, suo figlio Dirk Hamer rimase ucciso dopo una lunga agonia in seguito alla famosa sparatoria che coinvolse Vittorio Emanuele di Savoia. Ryke Geerd Hamer ebbe altre tragedie personali in seguito: la morte della moglie e un tumore ai testicoli che Hamer interpretò come diretta conseguenza della perdita del figlio.
Non entro volutamente nel merito delle "5 leggi biologiche" enunciate da Hamer, lascio ad altri la responsabilità di divulgare le le sue idee strampalate. Ci hanno già pensato in troppi nel tempo a "pompare" queste fandonie, a partire dalla televesione, Rai compresa, che nei primi anni 80 trasmise la presentazione della NMG. Mi interessa di più mettere in evidenza altri aspetti, a mio avviso essenziali per avere un quadro di insieme.
Hamer venne radiato dall’albo nel 1986, cosa che non lo ha minimamente fermato. Egli ha continuato a esercitare clandestinamente e a spostarsi attraverso l’Europa, inseguito via via dalle varie procure che si accorgevano di lui e dei danni che causava. Questo signore ha dichiarato a più riprese che dietro l’opposizione alla Nmg ci sarebbero gli ebrei che, stando a lui, non si curano con metodi come la chemioterapia, che è un’arma creata per sterminare tutti i non-ebrei. Israele sarebbe a conoscenza dei principi della Nuova medicina germanica ma verrebbero tenuti segreti. Nonostante la latitanza la NMG ha continuato a essere praticata e a difondersi grazie a numerosi "discepoli".
Si stima che fino a oggi le teorie di Hamer siano costate la vita a circa 300 persone.
Tra questi ricordo alcuni casi a titolo esemplificativo.
Il caso di Gaby J
Gaby J., infermiera svizzera nata il 14 dicembre del 1954, a maggio del 1997 scopre un nodulo al seno, che la biopsia rivela essere un tumore maligno. Le vengono asportati il seno ed i linfonodi: è uno shock, rifiuta la chemioterapia o la radioterapia e si avvicina alle teorie di Hamer. Due anni dopo le compare un nodulo sotto un'ascella, ma lei è tranquilla: parla di un "gonfiore dovuto ad una stasi". A metà novembre del '99 si allontana da tutto e da tutti, perché deve "concentrarsi sulla guarigione": a dicembre già non riesce più a muoversi a causa delle metastasi. Il 29 maggio del 2000 chiede aiuto alla madre, la signora Rose-Laure Huber. Gaby è ormai "uno scheletro, quasi senza capelli". Dopo dolori indicibili, accetta di ricoverarsi all’ospedale di Aarau, dove muore poco dopo. La madre non mostrerà ai parenti il corpo perché devastato dalle metastasi.
Il caso di Domenico Mannarino
A Domenico Mannarino, ispettore di polizia di Crotone, nel novembre del 2005 viene diagnosticato un tumore al polmone: dovrebbe seguire una chemioterapia. Ma Benedetto L., un medico di Crotone del Sant’Andrea di Roma lo convince a rivolgersi alle teorie di Hamer. Dopo un breve e deludente contatto con Emmanuele Lupi, medico hameriano di Aulla, Benedetto
lo invita a contattare direttamente Marco Pfister, presidente dell'associazione ALBA. Dopo un po’ le metastasi continuano a diffondersi, tanto da paralizzare anche il lato sinistro del suo corpo. Per il medico romano la paralisi è dovuta ad un cosiddetto "conflitto di partner", per cui è colpa della moglie, che non lo appoggia a sufficienza. Il signor Mannarino muore il 19 agosto 2006, tra atroci sofferenze perché senza neanche l'aiuto della morfina. A causare la morte è una perforazione ad un'ansa intestinale.
I casi di Cristian Trevisan e Anna Maria Tosin
Nell'aprile 2012 il giudice Domenica Gambardella del tribunale di Padova ha condannato a tre anni di reclusione e 565 000 euro di risarcimento il medico Paolo Rossaro: l'accusa è di omicidio colposo per aver cagionato la morte di Cristian Trevisan (affetto da linfoma di Hodgkin) e Anna Maria Tosin (malata di tumore al seno), in seguito all'applicazione dei metodi di Hamer e, al contempo, sconsigliando il ricorso alle cure scientifiche a base di chemio e radioterapia. In appello Paolo Rossaro è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione, nonché al risarcimento di 220 mila euro per la famiglia di Cristian Trevisan, per aver cagionato la morte solo di quest'ultimo. Tale pena è stata confermata in Cassazione.
Nell'era del web 2.0, dove la stupidità raggiunge l'apice della sua riproducibilità e divulgazione, le truffe come la NMG trovano nuovo vigore grazie a gruppi presenti sui social forum, nei quali persone prive di preparazione in campo medico si scambiano pseudocure citando dogmi tratti dai libri del guru.
Hai una vascolarizzazione al seno? E' colpa dello sfratto da casa. Ti hanno tolto l'utero? Hanno investito un tuo famigliare con un auto. Hai una cistite da escherichia coli? Qualcuno ha invaso il tuo spazio, magari insediandoti il marito o la moglie.
Le "5 leggi biologiche" nell'interpretazione di questi medici improvvisati ricordano molto i consulti delle cartomanti, dove le cause dei propri mali sono da ricercare in situazioni definite in modo volutamente molto vago.
Io sono persona contraria a ogni forma di censura dell'informazione, ma nel vedere gruppi di discussione su facebook con più di 20 mila iscritti dove vengono propinate risposte che possono avere come effetto collaterale l'allontanamento da soluzioni medico-scientifiche reali, con gravi rischi per la salute delel persone mi viene da chiedermi se la logica della "par condicio"
televisiva abbia senso quando da una parte si ha una scienza e dall'altro una superstizione che fa da paravento a una vera e propria truffa che si prende gioco e sfrutta la disperazione di persone sfortunate.
venerdì 31 luglio 2015
Scuole paritarie e grillini d'acqua dolce
0
Il 16% dei soldi destinati alla scuola, a Lerici, vanno alla scuola paritaria Carpanini, non solo
una riconferma, ma un aumento rispetto al passato.
L'assessore alla Pubblica Istruzione Laura Toracca ha sottolineato nel Consiglio Comunale di ieri come questa scuola offra un servizio migliore di quello della scuola statale.
Il contributo alla scuola paritaria è stato considerato prioritario rispetto a quello chiesto da Andrea Ornati, consigliere di opposizione, per la pubblica assistenza (se ne riparlerà a settembre).
L'assessore alla pubblica istruzione ha sostenuto che i fondi destinati alla scuola pubblica negli anni passati sono stati troppo alti, concetto che è stato rimarcato dal Sindaco Paoletti (quello che è passato a fare un saluto alla festa "Il Golfo sotto le 5 Stelle") che ha dichiarato che la politica della attuale amministrazione è a sostegno della scuola privata.
La posizione del M5S su scuola pubblica e paritaria è diametralmente opposta.
Per il movimento la priorità è la Scuola Pubblica.
L'articolo 33 della nostra Costituzione, in base al quale: "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato" viene da anni disatteso e aggirato.
Abbiamo la classe di insegnanti meno pagati d'Europa e alla scuola pubblica viene chiesto sempre più di arrangiarsi, di far fronte ai tagli, mentre il privato viene "coccolato".
In un contesto nazionale in cui le scuole pubbliche cadono a pezzi e viviamo in una situazione in cui , nonostante l'emergenza sicurezza sia sotto gli occhi di tutti, i soldi per ristrutturare gli edifici scolastici il governo non li trova, ma per le scuole paritarie sì, sentire che anche il Comune, ossia quel pezzo di stato che è più vicino ai cittadini, ha tra le sue priorità le esigenze di una scuola paritaria è sconfortante.
Il regalo alle scuole non statali viene infilato anche nel Ddl sulla Buona Scuola, che di schifezze ne contiene innumerevoli. Le famiglie, anche quelle benestanti, che iscrivono i propri figli alle scuole paritarie potranno godere di sgravi fiscali.
Io mi chiedo come facciano a definirsi grilline delle persone che di fronte a scelte come queste tacciono. E mi riferisco anche a diversi che sono vicini o parte di questa amministrazione. Porto ad esempio il consigliere Claudia Gianstefani, che per anni si è professata grillina e ora è consigliere di maggioranza con deleghe, tra le altre cose, alla tutela dell'ambiente e al ciclo dei rifiuti.
E' inutile venire alle feste del Movimento 5 Stelle o partecipare agli "intermeetup" se poi non si difendono i principi e le idee del M5S quando se ne ha la possibilità.
Claudia è solo un esempio che spicca sul resto perché si è sempre definita grillina, fin dalla scorsa amministrazione, quando era all'opposizione e ha partecipato anche attivamente a raccolte firme sul territorio, ma di esempi potrei farne altri e non pochi.
Di grillini d'acqua dolce pronti per mero opportunismo a voltarsi dall'altra parte e a far finta di nulla alla bisogna ce ne sono molti, forse troppi.
Anche per questo non mi sono candidato e non ho appoggiato la lista "civica" che attualmente amministra Lerici .
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Il 16% dei soldi destinati alla scuola, a Lerici, vanno alla scuola paritaria Carpanini, non solo
una riconferma, ma un aumento rispetto al passato.
L'assessore alla Pubblica Istruzione Laura Toracca ha sottolineato nel Consiglio Comunale di ieri come questa scuola offra un servizio migliore di quello della scuola statale.
Il contributo alla scuola paritaria è stato considerato prioritario rispetto a quello chiesto da Andrea Ornati, consigliere di opposizione, per la pubblica assistenza (se ne riparlerà a settembre).
L'assessore alla pubblica istruzione ha sostenuto che i fondi destinati alla scuola pubblica negli anni passati sono stati troppo alti, concetto che è stato rimarcato dal Sindaco Paoletti (quello che è passato a fare un saluto alla festa "Il Golfo sotto le 5 Stelle") che ha dichiarato che la politica della attuale amministrazione è a sostegno della scuola privata.
La posizione del M5S su scuola pubblica e paritaria è diametralmente opposta.
Per il movimento la priorità è la Scuola Pubblica.
L'articolo 33 della nostra Costituzione, in base al quale: "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato" viene da anni disatteso e aggirato.
Abbiamo la classe di insegnanti meno pagati d'Europa e alla scuola pubblica viene chiesto sempre più di arrangiarsi, di far fronte ai tagli, mentre il privato viene "coccolato".
In un contesto nazionale in cui le scuole pubbliche cadono a pezzi e viviamo in una situazione in cui , nonostante l'emergenza sicurezza sia sotto gli occhi di tutti, i soldi per ristrutturare gli edifici scolastici il governo non li trova, ma per le scuole paritarie sì, sentire che anche il Comune, ossia quel pezzo di stato che è più vicino ai cittadini, ha tra le sue priorità le esigenze di una scuola paritaria è sconfortante.
Il regalo alle scuole non statali viene infilato anche nel Ddl sulla Buona Scuola, che di schifezze ne contiene innumerevoli. Le famiglie, anche quelle benestanti, che iscrivono i propri figli alle scuole paritarie potranno godere di sgravi fiscali.
Io mi chiedo come facciano a definirsi grilline delle persone che di fronte a scelte come queste tacciono. E mi riferisco anche a diversi che sono vicini o parte di questa amministrazione. Porto ad esempio il consigliere Claudia Gianstefani, che per anni si è professata grillina e ora è consigliere di maggioranza con deleghe, tra le altre cose, alla tutela dell'ambiente e al ciclo dei rifiuti.
E' inutile venire alle feste del Movimento 5 Stelle o partecipare agli "intermeetup" se poi non si difendono i principi e le idee del M5S quando se ne ha la possibilità.
Claudia è solo un esempio che spicca sul resto perché si è sempre definita grillina, fin dalla scorsa amministrazione, quando era all'opposizione e ha partecipato anche attivamente a raccolte firme sul territorio, ma di esempi potrei farne altri e non pochi.
Di grillini d'acqua dolce pronti per mero opportunismo a voltarsi dall'altra parte e a far finta di nulla alla bisogna ce ne sono molti, forse troppi.
Anche per questo non mi sono candidato e non ho appoggiato la lista "civica" che attualmente amministra Lerici .
giovedì 30 luglio 2015
I suggeritori di poltronifici
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Mi spiace ma quando è troppo è troppo. Viene da chiedersi se certe persone conoscano almeno lontanamente la storia e i principi del M5S prima di divulgare improbabili comunicati stampa.
Il Movimento 5 stelle è contrario aila moltiplicazione delle poltrone e all'occupazione da parte della politica dei ruoli amministrativi sia che si tratti di partecipate regionali o locali.
E' pertanto inconcepibile e indignitoso che siano voci del M5S a proporre di rafforzare quel sistema clientelare con cui i partiti mantengono il proprio consenso.
La politica, anzi la buona Politica deve limitarsi a dettare linee di indirizzo generale ma stare fuori dalle nomine. Pensare che poi l'ingresso in un CdA come quello di Acam da parte di rappresentanti del centrodestra possa costituire una garanzia per i cittadini è semplicemente delirante.
Quando la politica sta dentro le partecipate lo fa per spartirsi appalti, orientarli e averne a volte, troppo spesso, un ritorno in campagna elettorale.
Mi stupisce e mi fa riflettere l'invito rivolto dal consigliere regionale Battistini e da Massimo Baldino (a che titolo?) in un articolo online alla Regione affinché il centrodestra sieda nel CdA con persone di sua fiducia.
Consigliere Battistini, noi nasciamo per tirarla fuori la politica dalle partecipate, non per infilarci a forza chi ancora non c'è!
Se davvero è convinto che il centrodestra possa svolgere un ruolo di controllo forse siede nel posto sbagliato in consiglio regionale.
La posizione di un Movimento come il nostro non può e non deve essere che quella di far entrare cervelli nei posti chiave di quei buchi neri che sono le partecipate locali, il criterio deve essere il merito e il metodo la trasparenza e non la nomina lottizzata. Evitiamo di favorire o suggerire poltronifici e visto che c'è si ripassi un po di storia di Acam così forse scoprirà che in passato è stata proprio la parcellizzazione politica dei ruoli dirigenziali ad aver ridotto in cenere una azienda che funzionava.
Una volta che un ente sceglie opportunamente di non partecipare alla lottizzazione politica vediamo di non fare noi i suggeritori di poltronifici per favore!
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Il Movimento 5 stelle è contrario aila moltiplicazione delle poltrone e all'occupazione da parte della politica dei ruoli amministrativi sia che si tratti di partecipate regionali o locali.
E' pertanto inconcepibile e indignitoso che siano voci del M5S a proporre di rafforzare quel sistema clientelare con cui i partiti mantengono il proprio consenso.
La politica, anzi la buona Politica deve limitarsi a dettare linee di indirizzo generale ma stare fuori dalle nomine. Pensare che poi l'ingresso in un CdA come quello di Acam da parte di rappresentanti del centrodestra possa costituire una garanzia per i cittadini è semplicemente delirante.
Quando la politica sta dentro le partecipate lo fa per spartirsi appalti, orientarli e averne a volte, troppo spesso, un ritorno in campagna elettorale.
Mi stupisce e mi fa riflettere l'invito rivolto dal consigliere regionale Battistini e da Massimo Baldino (a che titolo?) in un articolo online alla Regione affinché il centrodestra sieda nel CdA con persone di sua fiducia.
Consigliere Battistini, noi nasciamo per tirarla fuori la politica dalle partecipate, non per infilarci a forza chi ancora non c'è!
Se davvero è convinto che il centrodestra possa svolgere un ruolo di controllo forse siede nel posto sbagliato in consiglio regionale.
La posizione di un Movimento come il nostro non può e non deve essere che quella di far entrare cervelli nei posti chiave di quei buchi neri che sono le partecipate locali, il criterio deve essere il merito e il metodo la trasparenza e non la nomina lottizzata. Evitiamo di favorire o suggerire poltronifici e visto che c'è si ripassi un po di storia di Acam così forse scoprirà che in passato è stata proprio la parcellizzazione politica dei ruoli dirigenziali ad aver ridotto in cenere una azienda che funzionava.
Una volta che un ente sceglie opportunamente di non partecipare alla lottizzazione politica vediamo di non fare noi i suggeritori di poltronifici per favore!
martedì 28 luglio 2015
Armi Autonome Intelligenti. Una volta non era un film?
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Leggendo questa notizia la mente non può non correre a film come Terminator in cui le macchine dotate di intelligenza artificiale erano anche in grado di auto prodursi e alle tre leggi della robotica di Asimov che ponevano i paletti invalicabili per la vita artificiale nei confronti dell'umanità e degli uomini:
Armi autonome: una lettera aperta dai ricercatori di robotica e intelligenza artificiale
Le armi autonome selezionano e ingaggiano bersagli senza intervento umano. Possono includere, per esempio elicotteri armati che possono cercare e eliminare persone secondo certi criteri predefiniti, ma non includono i missili guidati o i droni pilotati in remoto nei qual casi le decisioni vengono prese da soggetti umani.
La tecnologia di intelligenza artificiale ha raggiunto un punto dove lo sviluppo di certi sistemi è praticamente, se non legalmente, fattibile in pochi anni e non decenni e i rischi sono alti: le armi autonome sono state definite la terza rivoluzione in campo militare dopo l'avvento delle armi da fuoco e delle armi nucleari.
Molti sono gli argomenti pro e contro le armi autonome intelligenti, per esempio rimpiazzare soldati umani con macchine è utile a ridurre perdite per chi le possiede ma al contempo si riduce la difficoltà di andare in battaglia. La domanda chiave per l'umanità oggi è se dare vita a una nuova razza globale, di armi basate su intelligenza artificiale, o in alternativa adoperarsi per prevenirne la nascita.
Se qualche alto comando militare spingerà per lo sviluppo delle armi a intelligenza artificiale autonome una corsa globale agli armamenti sarà inevitabile e il punto di arrivo di questa traiettoria tecnologica è scontato: le armi autonome diventeranno i kalashnikov di domani.
Contrariamente alle armi nucleari non richiedono costi o materiali difficili da ottenere per essere realizzate, così la loro produzione di massa diventerà disponibile e a basso costo per ogni potere militare di un certo livello.
Sarà solo una questione di tempo prima che le si possa trovare sul mercato nero o finire nelle mani di terroristi, dittatori che vogliono tenere sotto controllo i propri popoli, signori della guerra che vogliano perpetrare pulizie etniche ecc.
Le armi autonome intelligenti sono l'ideale per missioni come assassinio, destabilizzazione di nazioni, sottomissione di popoli e uccisioni selettive di particolari gruppi etnici. Noi crediamo quindi che lo sviluppo di armi autonome basate su intelligenza artificiale non porti alcun beneficio per l'umanità. Ci sono molti modi in cui l'intelligenza artificiale può rendere i campi di battaglia più sicuri per gli uomini, specialmente i civili, senza creare nuovi strumenti per uccidere persone.
Così come molti chimici e biologi non hanno interesse nel costruire armi biologiche o chimiche, la maggior parte dei ricercatori di intelligenza artificiale non hanno interesse nel costruire armi autonome basate sulla IA e non vogliono che altri le sviluppino, creando potenzialmente una opinione pubblica contraria all'intelligenza artificiale la cui ricerca può invece portare benefici alla società del futuro.
Allo stesso modo i chimici e biologi hanno supportato pubblicamente inizative internazionali
che hanno portato al divieto nell'uso di armi chimiche e biologiche e molti fisici hanno supportato i trattati che hanno messo al bando le armi nucleari e blidato le armi laser.
In sostanza noi crediamo che l'intelligenza artificiale abbia un grande potenziale da offrire in termini di benefici all'umanità e che l'obiettivo del campo di ricerca sia quello.
Dare inizio a una razza di armi autonome basate sull'intelligenza artificiale è una pessima idea e si dovrebbe agire preventivamente con una loro messa al bando prima che il loro sviluppo sfugga al controllo umano.
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Stephen Hawking il fisico teorico, Steve Wosniak cofondatore di Apple, Elon Musk CEO della Tesla Motors, Demis Hassabis, uno dei padri di google, sono solo alcuni dei nomi che aderiscono alla richiesta di messa al bando per le armi autonome dotate di intelligenza artificiale.
"E' solo una questione di tempo prima che le si ritrovi al mercato nero e nelle mani di gruppi terroristi".
"E' solo una questione di tempo prima che le si ritrovi al mercato nero e nelle mani di gruppi terroristi".
Il Fisico Teorico Stephen Hawking e il CEO della Tesla Motors Elon Musk hanno aderito alla campagna lanciata dagli esperti di intelligenza artificiale e di robotica per la messa al bando delle "armi ofensive autonome dotate di intelligenza artificiale", con una lettera aperta pubblicata lunedi scorso.
La tecnologia dell'intelligenza artificiale ha raggiunto un punto di sviluppo in cui l'impiego pratico di tali sistemi è fattibile entro pochi anni, non decenni e i rischi sono alti.
La lettera verrà presentata mercoledì 29 luglio al "International Joint Conference on Artificial Intelligence" che si terrà a Buenos Aires.
Le armi autonome intelligenti sono state descrite come la terza rivoluzione nel campo militare, dopo le armi da fuoco e le armi nucleari.
La lettera pone una distinzione tra le armi che possono selezionare e attaccare bersagli senza ordini umani rispetto ai droni e ai missili guidati i cui bersagli sono selezionati da uomini.
La lettera spiega inoltre come l'intelligenza artificiale possa rendere più sicure le zone di guerra per i militari senza il bisogno di sviluppare armi che possono operare senza il controllo umano.
Sarebbe solo questione di tempo prima che queste armi inizino a essere reperibili al mercato nero e nelle mani di terroristi, dittatori e altri attori negativi della scena mondiale. Ci sono molti modi in cui l'intelligenza artificiale può rendere più sicuri i campi di battaglia per gli uomini, specialmente per i civili, senza creare nuovi strumenti di distruzione.
Leggendo questa notizia la mente non può non correre a film come Terminator in cui le macchine dotate di intelligenza artificiale erano anche in grado di auto prodursi e alle tre leggi della robotica di Asimov che ponevano i paletti invalicabili per la vita artificiale nei confronti dell'umanità e degli uomini:
- Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
- Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
- Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge
Armi autonome: una lettera aperta dai ricercatori di robotica e intelligenza artificiale
Le armi autonome selezionano e ingaggiano bersagli senza intervento umano. Possono includere, per esempio elicotteri armati che possono cercare e eliminare persone secondo certi criteri predefiniti, ma non includono i missili guidati o i droni pilotati in remoto nei qual casi le decisioni vengono prese da soggetti umani.
La tecnologia di intelligenza artificiale ha raggiunto un punto dove lo sviluppo di certi sistemi è praticamente, se non legalmente, fattibile in pochi anni e non decenni e i rischi sono alti: le armi autonome sono state definite la terza rivoluzione in campo militare dopo l'avvento delle armi da fuoco e delle armi nucleari.
Molti sono gli argomenti pro e contro le armi autonome intelligenti, per esempio rimpiazzare soldati umani con macchine è utile a ridurre perdite per chi le possiede ma al contempo si riduce la difficoltà di andare in battaglia. La domanda chiave per l'umanità oggi è se dare vita a una nuova razza globale, di armi basate su intelligenza artificiale, o in alternativa adoperarsi per prevenirne la nascita.
Se qualche alto comando militare spingerà per lo sviluppo delle armi a intelligenza artificiale autonome una corsa globale agli armamenti sarà inevitabile e il punto di arrivo di questa traiettoria tecnologica è scontato: le armi autonome diventeranno i kalashnikov di domani.
Contrariamente alle armi nucleari non richiedono costi o materiali difficili da ottenere per essere realizzate, così la loro produzione di massa diventerà disponibile e a basso costo per ogni potere militare di un certo livello.
Sarà solo una questione di tempo prima che le si possa trovare sul mercato nero o finire nelle mani di terroristi, dittatori che vogliono tenere sotto controllo i propri popoli, signori della guerra che vogliano perpetrare pulizie etniche ecc.
Le armi autonome intelligenti sono l'ideale per missioni come assassinio, destabilizzazione di nazioni, sottomissione di popoli e uccisioni selettive di particolari gruppi etnici. Noi crediamo quindi che lo sviluppo di armi autonome basate su intelligenza artificiale non porti alcun beneficio per l'umanità. Ci sono molti modi in cui l'intelligenza artificiale può rendere i campi di battaglia più sicuri per gli uomini, specialmente i civili, senza creare nuovi strumenti per uccidere persone.
Così come molti chimici e biologi non hanno interesse nel costruire armi biologiche o chimiche, la maggior parte dei ricercatori di intelligenza artificiale non hanno interesse nel costruire armi autonome basate sulla IA e non vogliono che altri le sviluppino, creando potenzialmente una opinione pubblica contraria all'intelligenza artificiale la cui ricerca può invece portare benefici alla società del futuro.
Allo stesso modo i chimici e biologi hanno supportato pubblicamente inizative internazionali
che hanno portato al divieto nell'uso di armi chimiche e biologiche e molti fisici hanno supportato i trattati che hanno messo al bando le armi nucleari e blidato le armi laser.
In sostanza noi crediamo che l'intelligenza artificiale abbia un grande potenziale da offrire in termini di benefici all'umanità e che l'obiettivo del campo di ricerca sia quello.
Dare inizio a una razza di armi autonome basate sull'intelligenza artificiale è una pessima idea e si dovrebbe agire preventivamente con una loro messa al bando prima che il loro sviluppo sfugga al controllo umano.
giovedì 23 luglio 2015
Contributi Pubblici Editoria al Corriere Mercantile - voto a favore del M5S Ligure
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Il Movimento 5 Stelle è contro i contributi pubblici all'editoria, da sempre, ormai dovrebbero saperlo anche i sassi. Beppe ha passato anni a sgolarsi dai palchi a spiegare quanti milioni di euro di soldi pubblici vengon sperperati per tenere in piedi giornali che da soli non ce la fanno perché nessuno o quasi li legge più o per mille altri motivi.
Lo scorso anno il M5S ha presentato un disegno di legge alla Camera dei Deputati per abolire definitivamente questi finanziamenti, mantenendo il fondo per la mobilità e la riqualificazione professionale dei giornalisti.
Lo scorso anno il M5S ha presentato un disegno di legge alla Camera dei Deputati per abolire definitivamente questi finanziamenti, mantenendo il fondo per la mobilità e la riqualificazione professionale dei giornalisti.
Pare però che la cosa sia sfuggita ai consiglieri neo eletti in regione Liguria che tra lo stupore di molti attivisti, me compreso, hanno votato a favore di un ordine del giorno, che va in direzione diametralmente opposta.
L'OdG votato all'unanimità, avente come primo firmatario Raffaella Paita, impegna la giunta ad attivarsi presso il Governo per la vicenda che riguarda il Corriere Mercantile di Genova che naviga in cattive acque economicamente.
Il documento impegna la giunta affinche "la richiesta di aiuto del direttore
Angeli trovi nella politica ascolto e risposte concrete", risposte che la politica potrà concretamente tradurre in finanziamenti pubblici per l'editoria.
Nel documento si sottolinea che "il quotidiano è una testata storica del
giornalismo genovese e italiano che dal 1948 offre un contributo
essenziale al dibattito pubblico e alla pluralità dell’informazione".
Sempre nel documento si mette in evidenza che sono in gioco posti di
lavoro di persone che negli anni hanno contribuito a garantire la ricchezza e la pluralità del
dibattito pubblico.
In pratica il documento segue lo stesso leitmotiv di quello uscito dal Consiglio Regionale del 3 marzo scorso.
Anche in quell'occasione, era il Corriere Mercantile l'oggetto del documento e anche in quell'occasione si parlava di pluralità di informazione.
Si chiedevano "subito i fondi dell'editoria" e si ricordavano le nobili origini della testata, nata nel 1824.
Inutile dire che anche in quel caso non poteva mancare un riferimento ai posti di lavoro a rischio:
"La ventilata chiusura – si legge nel documento – oltre a
rappresentare un ulteriore ridimensionamento della pluralità
dell'informazione mette a rischio diversi posti di lavoro con la
conseguente successiva difficoltà di collocazione, vista la crisi che
attanaglia l'editoria e il settore dell'informazione in genere".
In entrambi i casi il voto all'unanimità ha sancito un pensiero unico che antepone le necessità dei pochi a quelle di molti.
In entrambi i casi il voto all'unanimità ha sancito un pensiero unico che antepone le necessità dei pochi a quelle di molti.
Con questo non intendo dire che vedere dei seri professionisti finire disoccupati mi faccia piacere. E' anche vero che ci sono tante testate indipendenti che non sono categorie protette da fondi pubblici.
Sarebbe stato utile che anche i consiglieri regionali liguri del M5S se lo ricordassero: una voce fuori dal coro in questo caso era più che mai necessaria, non per marcare a tutti i costi una qualche forma di diversità, quanto per difendere il principio secondo cui non ci devono essere categorie protette, tanto meno poi a macchia di leopardo, perché occorre ricordarlo, i contributi per l'editoria non ci sono per tutti, ma solo per alcuni degli attori dell'informazione.
Se il M5S è in regione, c'è per marcare una differenza col passato, altrimenti, se agli stessi OdG si danno le stesse risposte di sempre, cosa ci sta a fare?
domenica 19 luglio 2015
Il bicarbonato anticancro e il relativismo della bufala
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Pare occorra ripeterlo come un mantra che il bicarbonato non cura il cancro. Non esistono studi scientifici che provino che il bicarbonato possa curare un tumore. Affermare che il bicarbonato possa guarire tutti i tumori (o molti di
essi) è, fino a prova contraria, assolutamente falso. Il bicarbonato
viene usato, in alcuni casi, per favorire la crescita di cellule tumorali in laboratorio, come aggiunta nei terreni di coltura.
Nonostante tutti gli sforzi che si fanno quotidianamente, per informare e far comprendere che la soluzione di tutti i mali non la si può trovare sul blog del disinformatore di turno, che magari è in buona fede ma di medicina/fisica/ingegneria/informatica non ci capisce una beata mazza, la rete continua a regalare perle preziose e infinite fonti di ispirazione come quel "è una bufala per alcuni, per altri no" che introduce una sorta di relativismo della bufala che ha un che di einsteiniano nella sua completa idiozia.
In fondo se lo spazio e il tempo possono essere relativi, hai visto mai che lo siano anche le bufale? Per cui se per alcuni mescolando bicarbonato e limone si ottiene una bevanda leggermente acidula per altri si può ottenere la panacea per tutti i mali.
Il mondo in fondo è bello perché è vario e ci si potrebbe anche scherzare sopra, se non fosse che il rimbalzare notizie basate sull'opinione di qualcuno competente quanto un paracarro in medicina, rischi di illudere altri che ci sia un fondo di verità o di ferire la sensibilità di chi ha provato sulla propria pelle o su quella dei propri cari, l'impotenza della medicina davanti a certe malattie.
Il complottaro però non si ferma a riflettere davanti a certe inezie. Il complotto scorre potente in lui perché la sua mentalità "aperta" gli permette di vedere quel che altri non notano. Poco importa che tra i negazionisti vi siano magari persone che hanno titolo, esperienza e conoscenze sufficienti a sotterrarlo, il complottista è il coronamento della democrazia applicata, laddove non serve e anzi è dannosa. Per cui se la maggioranza dei siti web dice che la terra è piatta, deve esserlo e se non ci credi allora sei ignorante tu o peggio sei d'accordo con le lobby di turno. In fondo se la politica è manovrata a cosa serve provare una affermazione in modo scientifico?
mercoledì 15 luglio 2015
Libero di ridere, anche di Cara Glorio
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Questo è l'editoriale con cui Charb, ossia Stèphane Charbonnier aprì un numero del suo Charlie Hebdo nell'ottobre del 2012. Con questo editoriale volle ribadire la sua libertà di ridere di qualsiasi cosa.
Sappiamo come è andata a finire in seguito. Un certo numero di persone prive del senso dell'umorismo hanno messo fine brutalmente al suo diritto alla satira.
Per fortuna qui siamo in Italia, la nazione che fa più ridere il mondo di sé per cui tutto viene commisurato di conseguenza.
L'analogia però ci sta tutta e quando ieri, martedì 14 luglio 2015, ho pubblicato sulla mia pagina facebook un'immagine fumettata che rappresenta a mio avviso in modo abbastanza fedele la situazione in cui versa il movimento 5 stelle in Liguria, sospettavo che prima o dopo qualcuno avrebbe storto il naso.
Quel che non mi attendevo, ma l'Italia sa sempre stupirmi in fatto di buffonaggine, è che un esponente politico di "spicco" avesse bisgno dell'intervento del papà che la venisse a difendere a spada tratta.
Ora, detta chiaramente, io Cara Glorio la conosco solo per le notizie che me ne da la stampa a cui lei spesso si rivolge per la guerra intestina al movimento imperiese. Guerra che se fosse l'unica in Liguria potremmo stappare una bottiglia di quello buono, ma così non è.
Infatti la vignetta non era dedicata a lei in particolare (mi spiace Cara, non sei così importante :-) ) ma non ci stiamo facendo mancare davvero nulla nella nostra regione.
Abbiamo lotte tra meetup, faide interne ai singoli movimenti locali, arrivisti che spintonano e che se da un lato non pensano lontanamente a impegnarsi nei propri comuni, non vedono l'ora che si voti alle nazionali per essere in prima linea. Ex candidati che si vedono arrivare resoconti di spese elettorali dal cielo di cui non sapevano nulla. Altri ex candidati che ci marciano sopra. Insomma diciamocelo, se non è una royal rumble questa, cosa lo è?
Su questo le cronache ci daranno gioie e gossip per tutta l'estate e oltre, temo, ma tornerò a parlarne in altri articoli.
Quando ieri notte di rientro da una cena tra amici ho letto quel che ha scritto il padre della Glorio il primo istinto è stato di rispondergli in privato per spiegare che non era un attacco alla dignità di sua figlia ma che prendevo in giro un po tutti, con autoironia, visto che nell'immagine appaio anche io. Stamani a mente più fresca, per quanto possa esserci fresco in pieno luglio, ho ripensato a tutta la faccenda e sinceramente mi sono reso conto che non avrei dovuto giustificarmi in alcuna maniera con questo signore.
Sua figlia è un personaggio pubblico, quando agisce in quella veste le sue decisioni hanno un riflesso sulla vita di molte persone, per cui io voglio rivendicare, nel mio piccolo, il mio diritto e la libertà di ridere, anche di lei e se la cosa non le sta bene veda immagine di copertina dell'articolo (anche quella ispirata a Hebdo).
Per la cronaca la traduzione del testo di Charb è questa:
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Peins un Mahomet glorieux, tu meurs.
Dessine un Mahomet rigolo, tu meurs.
Gribouille un Mahomet ignoble, tu meurs.
Réalise un film de merde sur Mahomet, tu meurs.
Tu résistes à la terreur religieuse, tu meurs.
Tu lèches le cul aux intégristes, tu meurs.
Pends un obscurantiste pour un abruti, tu meurs.
Essaie de débattre avec un obscurantiste, tu meurs.
Il n’y a rien à négocier avec les fascistes.
La liberté de nous marrer sans aucune retenue, la loi nous la donnait déjà, la violence systématique des extrémistes nous la donne aussi.
Merci, bande de cons.
(Charb)
Questo è l'editoriale con cui Charb, ossia Stèphane Charbonnier aprì un numero del suo Charlie Hebdo nell'ottobre del 2012. Con questo editoriale volle ribadire la sua libertà di ridere di qualsiasi cosa.
Sappiamo come è andata a finire in seguito. Un certo numero di persone prive del senso dell'umorismo hanno messo fine brutalmente al suo diritto alla satira.
Per fortuna qui siamo in Italia, la nazione che fa più ridere il mondo di sé per cui tutto viene commisurato di conseguenza.
L'analogia però ci sta tutta e quando ieri, martedì 14 luglio 2015, ho pubblicato sulla mia pagina facebook un'immagine fumettata che rappresenta a mio avviso in modo abbastanza fedele la situazione in cui versa il movimento 5 stelle in Liguria, sospettavo che prima o dopo qualcuno avrebbe storto il naso.
Quel che non mi attendevo, ma l'Italia sa sempre stupirmi in fatto di buffonaggine, è che un esponente politico di "spicco" avesse bisgno dell'intervento del papà che la venisse a difendere a spada tratta.
Ora, detta chiaramente, io Cara Glorio la conosco solo per le notizie che me ne da la stampa a cui lei spesso si rivolge per la guerra intestina al movimento imperiese. Guerra che se fosse l'unica in Liguria potremmo stappare una bottiglia di quello buono, ma così non è.
Infatti la vignetta non era dedicata a lei in particolare (mi spiace Cara, non sei così importante :-) ) ma non ci stiamo facendo mancare davvero nulla nella nostra regione.
Abbiamo lotte tra meetup, faide interne ai singoli movimenti locali, arrivisti che spintonano e che se da un lato non pensano lontanamente a impegnarsi nei propri comuni, non vedono l'ora che si voti alle nazionali per essere in prima linea. Ex candidati che si vedono arrivare resoconti di spese elettorali dal cielo di cui non sapevano nulla. Altri ex candidati che ci marciano sopra. Insomma diciamocelo, se non è una royal rumble questa, cosa lo è?
Su questo le cronache ci daranno gioie e gossip per tutta l'estate e oltre, temo, ma tornerò a parlarne in altri articoli.
Quando ieri notte di rientro da una cena tra amici ho letto quel che ha scritto il padre della Glorio il primo istinto è stato di rispondergli in privato per spiegare che non era un attacco alla dignità di sua figlia ma che prendevo in giro un po tutti, con autoironia, visto che nell'immagine appaio anche io. Stamani a mente più fresca, per quanto possa esserci fresco in pieno luglio, ho ripensato a tutta la faccenda e sinceramente mi sono reso conto che non avrei dovuto giustificarmi in alcuna maniera con questo signore.
Sua figlia è un personaggio pubblico, quando agisce in quella veste le sue decisioni hanno un riflesso sulla vita di molte persone, per cui io voglio rivendicare, nel mio piccolo, il mio diritto e la libertà di ridere, anche di lei e se la cosa non le sta bene veda immagine di copertina dell'articolo (anche quella ispirata a Hebdo).
Per la cronaca la traduzione del testo di Charb è questa:
Dipingi un Maometto glorioso, e muori.Disegna un Maometto divertente, e muori.Scarabocchia un Maometto ingobile, e muori.Gira un film di merda su Maometto, e muori.Resisti al terrorismo religioso, e muori.Lecca il culo agli integralisti, e muori.Prendi un oscurantista per un coglione, e muori.Cerca di discutere con un oscurantista, e muori.Non c’è niente da negoziare con i fascisti.La libertà di ridere senza alcun ritegno la legge ce la dà già, la violenza sistematica degli estremisti ce la rinnova.Grazie, banda di imbecilli.
domenica 12 luglio 2015
Qualcun dorme
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Qualcun dorme, ma non io, che a Parma anche con 35 gradi si respira aria fresca.
Qualcun dorme, ma non io, che è corteo di sandali, voci limpide e striscioni.
Qualcun dorme, ma non io, che lo slogan è vecchio, ma non rompeteci i polmoni.
Qualcun dorme, ma non io, che i selfie li lasciamo agli altri, qui si fa sul serio
Qualcun dorme, ma non noi, che l'inceneritore è affamato e fa paura
Qualcun dorme, ma non noi, che quando una battaglia è giusta non conta la bandiera
Qualcun dorme, ma non noi, che non vi lasceremo soli e l'abbraccio sarà sincero
Qualcun dorme, ma non noi, che qui si cambia l'Italia, un pezzo alla volta, per davvero
Qualcun dorme e non ricorda quando in strada c'era anche lui a manifestare
Qualcun dorme e ha dimenticato che è anche col megafono che si cambiano le storie
Qualcun dorme e sta comodo, che sia in regione o a Roma, belli il divano e la poltrona
Qualcun dorme e resta silenzioso, non si sa mai si possa disturbare
o irritare
dedicato a chi non c'era e doveva esserci,
a chi ha taciuto e doveva parlare,
a chi partecipa ma non troppo,
a chi appare sempre quando torna buono e condivide anche il nulla,
ma solo se fa comodo e non costa troppa fatica
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Qualcun dorme, ma non io, che a Parma anche con 35 gradi si respira aria fresca.
Qualcun dorme, ma non io, che è corteo di sandali, voci limpide e striscioni.
Qualcun dorme, ma non io, che lo slogan è vecchio, ma non rompeteci i polmoni.
Qualcun dorme, ma non io, che i selfie li lasciamo agli altri, qui si fa sul serio
Qualcun dorme, ma non noi, che l'inceneritore è affamato e fa paura
Qualcun dorme, ma non noi, che quando una battaglia è giusta non conta la bandiera
Qualcun dorme, ma non noi, che non vi lasceremo soli e l'abbraccio sarà sincero
Qualcun dorme, ma non noi, che qui si cambia l'Italia, un pezzo alla volta, per davvero
Qualcun dorme e non ricorda quando in strada c'era anche lui a manifestare
Qualcun dorme e ha dimenticato che è anche col megafono che si cambiano le storie
Qualcun dorme e sta comodo, che sia in regione o a Roma, belli il divano e la poltrona
Qualcun dorme e resta silenzioso, non si sa mai si possa disturbare
o irritare
dedicato a chi non c'era e doveva esserci,
a chi ha taciuto e doveva parlare,
a chi partecipa ma non troppo,
a chi appare sempre quando torna buono e condivide anche il nulla,
ma solo se fa comodo e non costa troppa fatica
mercoledì 8 luglio 2015
Buon semi-compleanno Epurazione!
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Con oggi sono passati sei mesi esatti dalla mia "NON" candidatura alle regionali della Liguria: un semi-compleanno.
Credo che molti di quelli che mi leggono sappiano di cosa parlo, ma a uso e consumo di chi non ne sapesse nulla faccio un breve riassunto.
Come altri attivisti spezzini, mi era stato chiesto a più voci, da parte del gruppo spezzino del M5S, di candidarmi alle regionali liguri. A fine 2014 quando vennero aperte le candidature accettai le condizioni proposte e le clausole vessatorie e cliccai su accetta.
Le regionalie andarono "in onda" a cavallo tra il vecchio anno e quello nuovo e come altri attivisti preparai il video di presentazione, scaricai la mail dello staff che mi invitava a recarmi alle graticole e partecipai a quelle preparate per la provincia spezzina.
L'8 gennaio, il giorno del voto, il mio account ha semplicemente smesso di esistere, per circa 48 ore.
Risultato: non sono apparso nell'elenco dei candidati e nessuno ha potuto scegliere se votarmi oppure no.
A nulla sono valse le segnalazioni telefoniche a Milano, alla Casaleggio associati a votazione ancora aperta e nessun effetto ha sortito l'invio di lettere allo staff da parte degli attivisti spezzini. Da allora ho provato più volte a ottenere spiegazioni sull'accaduto, senza ottenere risposta alcuna.
Ho evitato di fare piazzate sotto elezioni, non è nel mio stile. Sapevo bene che impatto avrebbe potuto avere sul voto una notizia di questo genere e l'ultima cosa che volevo era contribuire alla vittoria di una Paita nella mia terra d'origine.
La mia vicenda sarebbe stata sicuramente strumentalizzata e io non volevo questo. Volevo e voglio tutt'oggi, sapere cosa sia successo, perché credo che sia un mio diritto in qualità iscritto al M5S e che sia un dovere del Movimento fornire una risposta chiara e esplicita a situazioni come la mia.
Non avendo ricevuto ad oggi risposte posso solo avanzare ipotesi sull'accaduto che, a ragion veduta, aprono scenari uno peggiore dell'altro.
Errore del sistema informatico
Una possibilità è che il sistema informatico abbia fatto cilecca. Da informatico posso dire che questa possibilità esiste sempre in ogni sistema. Onestamente un voto su sette regioni coinvolge sicuramente meno persone di una elezione come le politiche 2013 dove hanno votato molti più iscritti contemporaneamente, per cui delle due o il sistema ha subito modifiche nel tempo e tali modifiche lo hanno peggiorato, oppure è intervenuto un errore dovuto al cosidetto fattore umano.
In quest'ultimo caso sarebbe da indagare su chi ha accesso al sistema, attraverso quali pannelli lo fa o se la "ditta" che certifica il tutto abbia davvero compiuto il lavoro per cui viene, presumo, pagata.
In tutti i casi non ci si fa una bella figura.
Un movimento che fa della democrazia in rete la propria bandiera non può permettersi di avere un software di scarsa qualità o uno staff inadeguato numericamente o incapace di gestire le emergenze nelle fasi di stress del sistema così come non si può affidare a un certificatore che non si accorga che ci si è persi un candidato per strada.
Ci sarebbero inoltre un paio di questioni legate alla legge sulla privacy che non possono venire ignorate. Uno degli obblighi di chi detiene dati sensibili è di averne cura e non credo che nel mio caso questo sia avvenuto.
In questo senso, se un errore sarebbe perdonabile, il silenzio seguito fino ad oggi, in risposta alle mie richieste di chiarimento, è intollerabile.
Credo che nella mia situazione qualunque iscritto del movimento riterrebbe di aver dirittto a una qualche spiegazione.
Epurazione politica alla vecchia maniera
La seconda possibilità è che la mia candidatura potesse essere considerata ingombrante o fastidiosa o dare noia a qualcuno all'interno del movimento e che siano state messe in atto delle contromisure per impedirmi di partecipare.
Nel 2013 alle parlamentarie avevo ricevuto 202 preferenze. Le regionalie sono state organizzate in due passaggi: prima si è votato a livello provinciale per stabilire chi fossero i candidati, dopo di che a livello regionale per chi volesse presentarsi come candidato a Governatore.
Le preferenze che presi nel 2013 sarebbero state un numero di tutto rispetto anche per le regionalie, considerando che dal 2013 il numero di attivisti che mi conoscono è decisamente cresciuto.
Credo che molti di quelli che mi leggono sappiano di cosa parlo, ma a uso e consumo di chi non ne sapesse nulla faccio un breve riassunto.
Come altri attivisti spezzini, mi era stato chiesto a più voci, da parte del gruppo spezzino del M5S, di candidarmi alle regionali liguri. A fine 2014 quando vennero aperte le candidature accettai le condizioni proposte e le clausole vessatorie e cliccai su accetta.
Le regionalie andarono "in onda" a cavallo tra il vecchio anno e quello nuovo e come altri attivisti preparai il video di presentazione, scaricai la mail dello staff che mi invitava a recarmi alle graticole e partecipai a quelle preparate per la provincia spezzina.
L'8 gennaio, il giorno del voto, il mio account ha semplicemente smesso di esistere, per circa 48 ore.
Risultato: non sono apparso nell'elenco dei candidati e nessuno ha potuto scegliere se votarmi oppure no.
A nulla sono valse le segnalazioni telefoniche a Milano, alla Casaleggio associati a votazione ancora aperta e nessun effetto ha sortito l'invio di lettere allo staff da parte degli attivisti spezzini. Da allora ho provato più volte a ottenere spiegazioni sull'accaduto, senza ottenere risposta alcuna.
Ho evitato di fare piazzate sotto elezioni, non è nel mio stile. Sapevo bene che impatto avrebbe potuto avere sul voto una notizia di questo genere e l'ultima cosa che volevo era contribuire alla vittoria di una Paita nella mia terra d'origine.
La mia vicenda sarebbe stata sicuramente strumentalizzata e io non volevo questo. Volevo e voglio tutt'oggi, sapere cosa sia successo, perché credo che sia un mio diritto in qualità iscritto al M5S e che sia un dovere del Movimento fornire una risposta chiara e esplicita a situazioni come la mia.
Non avendo ricevuto ad oggi risposte posso solo avanzare ipotesi sull'accaduto che, a ragion veduta, aprono scenari uno peggiore dell'altro.
Errore del sistema informatico
Una possibilità è che il sistema informatico abbia fatto cilecca. Da informatico posso dire che questa possibilità esiste sempre in ogni sistema. Onestamente un voto su sette regioni coinvolge sicuramente meno persone di una elezione come le politiche 2013 dove hanno votato molti più iscritti contemporaneamente, per cui delle due o il sistema ha subito modifiche nel tempo e tali modifiche lo hanno peggiorato, oppure è intervenuto un errore dovuto al cosidetto fattore umano.
In quest'ultimo caso sarebbe da indagare su chi ha accesso al sistema, attraverso quali pannelli lo fa o se la "ditta" che certifica il tutto abbia davvero compiuto il lavoro per cui viene, presumo, pagata.
In tutti i casi non ci si fa una bella figura.
Un movimento che fa della democrazia in rete la propria bandiera non può permettersi di avere un software di scarsa qualità o uno staff inadeguato numericamente o incapace di gestire le emergenze nelle fasi di stress del sistema così come non si può affidare a un certificatore che non si accorga che ci si è persi un candidato per strada.
Ci sarebbero inoltre un paio di questioni legate alla legge sulla privacy che non possono venire ignorate. Uno degli obblighi di chi detiene dati sensibili è di averne cura e non credo che nel mio caso questo sia avvenuto.
In questo senso, se un errore sarebbe perdonabile, il silenzio seguito fino ad oggi, in risposta alle mie richieste di chiarimento, è intollerabile.
Credo che nella mia situazione qualunque iscritto del movimento riterrebbe di aver dirittto a una qualche spiegazione.
Epurazione politica alla vecchia maniera
La seconda possibilità è che la mia candidatura potesse essere considerata ingombrante o fastidiosa o dare noia a qualcuno all'interno del movimento e che siano state messe in atto delle contromisure per impedirmi di partecipare.
Nel 2013 alle parlamentarie avevo ricevuto 202 preferenze. Le regionalie sono state organizzate in due passaggi: prima si è votato a livello provinciale per stabilire chi fossero i candidati, dopo di che a livello regionale per chi volesse presentarsi come candidato a Governatore.
Le preferenze che presi nel 2013 sarebbero state un numero di tutto rispetto anche per le regionalie, considerando che dal 2013 il numero di attivisti che mi conoscono è decisamente cresciuto.
Ero e sono ingombrante nel movimento.
Lo sono come attivista perché sono uno che si da da fare e capita spesso che quando do vita una iniziativa questa venga identificata con una iniziativa del Movimento pur non essendo io portavoce di altri che di me stesso.
Mentre altri si affannano a parlare di loro stessi al plurale majestatis nel tentativo di apparire quel che non sono o antepongono titoli ampollosi al proprio nome (portavoce di questo comitato, rappresentante del coordinamento della rava e della fava) io a volte finisco sui giornali anche quando do vita a iniziative come semplice cittadino non direttamente ascrivibili al M5S. Otto anni di attivismo sul territorio hanno il loro peso e le loro conseguenze, che siano gradite o meno.
Inutile sottolineare quindi che a più di uno una mia eventuale epurazione nazi-staliniana avrebbe fatto molto comodo.
Altra motivazione potrebbe risiedere in mie dichiarazioni che potrebbero essere state riportate allo "staff" in modo strumentale, o la mia ferma convinzione che il movimento aveva il dovere di correre per arrivare a governare la Liguria e non per fare opposizione: ritengo si sia dissipato un capitale di consensi che poteva e doveva essere mantenuto.
Potrebbero esserci altri motivi alla base di una mia eliminazione volontaria: sono notoriamente un sostenitore del valore del lavoro che Pizzarotti sta portando avanti in una situazione complessa e difficile; tendo sempre a prendere una posizione, anche quando sarebbe più comodo fare il paraculo e tacere; più di una persona nel M5S ha avuto il mio supporto quando era scomodo esporsi a altri tacevano; non mi è mai interessato risultare simpatico perché sostengo che chi si va a proporre nel M5S debba innanzitutto venir valutato per quel che può dare e che può fare per i cittadini.
Infine potrei aver dato fastidio alle lobby vegane o agli illuminati. [Ovviamente scherzo :-)]
Qualunque sia la verità lo stato dell'arte è che dopo sei mesi ancora non so cosa sia successo e questo significa che probabilmente non la saprò mai.
Al contrario di quanto possano pensare certi miei detrattori, la perdita della candidatura di per se mi tocca molto poco. So che avrei potuto dare il mio contributo e che non sarebbe stato un contributo da poco, ma al di la di quello non ho rimorsi né rimpianti.
E' chiaro però che da dopo quell'evento la mia fiducia nel sistema con cui è gestita l'organizzazione interna del movimento è discretamente scemata. Attenzione, non è la fiducia nelle idee del movimento a essere venuta meno. Sono semplicemente convinto che il sistema così come è organizzato non va, non funziona, non è efficiente e sopratutto non è all'altezza delle necessità di un movimento politico che raccoglie attorno a sé il 25% dei pochi che ancora si ostinano ad andare a votare.
Inizialmente il ruolo dello staff, chiunque lo componga, era di valutare la qualità della azione politica delle liste civiche a 5 stelle. In pratica se uno batteva balengo e voleva aprire un inceneritore davanti a una scuola elementare il compito dello staff era di levargli la certificazione.
I controlli funzionavano perché i numeri erano ristretti.
Non entro nel dettaglio di cosa sia diventato lo staff da un certo punto in poi. Esistono molte versioni e molte leggende metropolitane al riguardo.
A me interessano i fatti e i fatti dicono che non si sa chi prenda effettivamente una decisione, non si sa il percorso attraverso il quale si approda alla decisione, né da chi parta la richiesta di valutazione dei fatti.
Nella fattispecie non vi è un canale diretto di comunicazione per risolvere in tempo reale problemi legati al sistema informatico, qualora si tratti di questo, né tanto meno la possibilità di avere chiarimenti interni da fonte certa con trasparenza, nel caso il problema fosse di altra natura.
Siamo il movimento del "sentito dire", sotto questo profilo. Ci affidiamo a una mail di supporto o all'intermediazione di un portavoce che conosciamo o di qualcuno che non è nemmeno portavoce, ma che siccome magari forniva le salviette da bagno al camper di Beppe allora forse può parlare con Tizio che può chiedere a Caio se Sempronio sa dirci cosa è successo.
Questo costituisce una limitazione alla crescita della credibilità del M5S e favorisce un humus di personaggi e personaggetti che in maniera poco chiara si spacciano per influenti. Sono quelli che io chiamo i sussurratori dietro il trono. Queste leggerezze sono cose che poi si pagano: in termini di risorse umane (persone valide che abbandonano l'attivismo) e in termini di urne che si svuotano.
Nel mio caso, la conseguenza di quanto avvenuto è che ho rallentato molto la mia attività organizzativa nel M5S.
Ho lasciato il gruppo comunicazione quasi subito dopo i fatti di gennaio, mantenendo parzialmente i compiti di amministratore sui siti web vista la mia professione di informatico.
Inoltre quest'anno per la prima volta non ho alcun ruolo organizzativo nella festa estiva del Golfo sotto le 5 Stelle che è giunta alla sua quinta edizione che ho praticamente a suo tempo inventato dal nulla insieme a Carlo Colombini e che ho visto crescere fino a divenire lo scorso anno la prima ecofesta riconosciuta del Movimento.
In tutta questa vicenda ho visto troppe persone parlare da 5 stelle ma non agire come tali: ho ricevuto tante pacche sulla spalla privatamente, sopratutto dai candidati, ma visto troppi pochi mostrare il coraggio nel voler affrontare per davvero l'accaduto.
Se non altro tutto questo è servito a rivelare la natura ipocrita di molte persone.
Ad ogni modo, siccome di chiacchiere e di retorica ne ho fin sopra le orecchie, da dopo la mia "epurazione" che sia tecnica o politica, mi limito a portare avanti le idee in cui credo e che ritengo possano originare battaglie concrete, oltre a denunciare quel che vedo non funzionare, con la speranza ciò sia utile a rallentare una deriva sponsoristica che vede sempre meno contenuti e sempre più spot al centro della attività del movimento e se questo mi porrà al margine me ne farò pacatamente una ragione :-)
Quando si vuole bene a qualcuno o a qualcosa si lotta fino alla fine per salvarlo, ma sono contrario all'accanimento terapeutico e il movimento, per quanto gli abbia donato 8 anni di vita, non fa eccezione.
Lo sono come attivista perché sono uno che si da da fare e capita spesso che quando do vita una iniziativa questa venga identificata con una iniziativa del Movimento pur non essendo io portavoce di altri che di me stesso.
Mentre altri si affannano a parlare di loro stessi al plurale majestatis nel tentativo di apparire quel che non sono o antepongono titoli ampollosi al proprio nome (portavoce di questo comitato, rappresentante del coordinamento della rava e della fava) io a volte finisco sui giornali anche quando do vita a iniziative come semplice cittadino non direttamente ascrivibili al M5S. Otto anni di attivismo sul territorio hanno il loro peso e le loro conseguenze, che siano gradite o meno.
Inutile sottolineare quindi che a più di uno una mia eventuale epurazione nazi-staliniana avrebbe fatto molto comodo.
Altra motivazione potrebbe risiedere in mie dichiarazioni che potrebbero essere state riportate allo "staff" in modo strumentale, o la mia ferma convinzione che il movimento aveva il dovere di correre per arrivare a governare la Liguria e non per fare opposizione: ritengo si sia dissipato un capitale di consensi che poteva e doveva essere mantenuto.
Potrebbero esserci altri motivi alla base di una mia eliminazione volontaria: sono notoriamente un sostenitore del valore del lavoro che Pizzarotti sta portando avanti in una situazione complessa e difficile; tendo sempre a prendere una posizione, anche quando sarebbe più comodo fare il paraculo e tacere; più di una persona nel M5S ha avuto il mio supporto quando era scomodo esporsi a altri tacevano; non mi è mai interessato risultare simpatico perché sostengo che chi si va a proporre nel M5S debba innanzitutto venir valutato per quel che può dare e che può fare per i cittadini.
Infine potrei aver dato fastidio alle lobby vegane o agli illuminati. [Ovviamente scherzo :-)]
Qualunque sia la verità lo stato dell'arte è che dopo sei mesi ancora non so cosa sia successo e questo significa che probabilmente non la saprò mai.
Al contrario di quanto possano pensare certi miei detrattori, la perdita della candidatura di per se mi tocca molto poco. So che avrei potuto dare il mio contributo e che non sarebbe stato un contributo da poco, ma al di la di quello non ho rimorsi né rimpianti.
E' chiaro però che da dopo quell'evento la mia fiducia nel sistema con cui è gestita l'organizzazione interna del movimento è discretamente scemata. Attenzione, non è la fiducia nelle idee del movimento a essere venuta meno. Sono semplicemente convinto che il sistema così come è organizzato non va, non funziona, non è efficiente e sopratutto non è all'altezza delle necessità di un movimento politico che raccoglie attorno a sé il 25% dei pochi che ancora si ostinano ad andare a votare.
Inizialmente il ruolo dello staff, chiunque lo componga, era di valutare la qualità della azione politica delle liste civiche a 5 stelle. In pratica se uno batteva balengo e voleva aprire un inceneritore davanti a una scuola elementare il compito dello staff era di levargli la certificazione.
I controlli funzionavano perché i numeri erano ristretti.
Non entro nel dettaglio di cosa sia diventato lo staff da un certo punto in poi. Esistono molte versioni e molte leggende metropolitane al riguardo.
A me interessano i fatti e i fatti dicono che non si sa chi prenda effettivamente una decisione, non si sa il percorso attraverso il quale si approda alla decisione, né da chi parta la richiesta di valutazione dei fatti.
Nella fattispecie non vi è un canale diretto di comunicazione per risolvere in tempo reale problemi legati al sistema informatico, qualora si tratti di questo, né tanto meno la possibilità di avere chiarimenti interni da fonte certa con trasparenza, nel caso il problema fosse di altra natura.
Siamo il movimento del "sentito dire", sotto questo profilo. Ci affidiamo a una mail di supporto o all'intermediazione di un portavoce che conosciamo o di qualcuno che non è nemmeno portavoce, ma che siccome magari forniva le salviette da bagno al camper di Beppe allora forse può parlare con Tizio che può chiedere a Caio se Sempronio sa dirci cosa è successo.
Questo costituisce una limitazione alla crescita della credibilità del M5S e favorisce un humus di personaggi e personaggetti che in maniera poco chiara si spacciano per influenti. Sono quelli che io chiamo i sussurratori dietro il trono. Queste leggerezze sono cose che poi si pagano: in termini di risorse umane (persone valide che abbandonano l'attivismo) e in termini di urne che si svuotano.
Nel mio caso, la conseguenza di quanto avvenuto è che ho rallentato molto la mia attività organizzativa nel M5S.
Ho lasciato il gruppo comunicazione quasi subito dopo i fatti di gennaio, mantenendo parzialmente i compiti di amministratore sui siti web vista la mia professione di informatico.
Inoltre quest'anno per la prima volta non ho alcun ruolo organizzativo nella festa estiva del Golfo sotto le 5 Stelle che è giunta alla sua quinta edizione che ho praticamente a suo tempo inventato dal nulla insieme a Carlo Colombini e che ho visto crescere fino a divenire lo scorso anno la prima ecofesta riconosciuta del Movimento.
In tutta questa vicenda ho visto troppe persone parlare da 5 stelle ma non agire come tali: ho ricevuto tante pacche sulla spalla privatamente, sopratutto dai candidati, ma visto troppi pochi mostrare il coraggio nel voler affrontare per davvero l'accaduto.
Se non altro tutto questo è servito a rivelare la natura ipocrita di molte persone.
Ad ogni modo, siccome di chiacchiere e di retorica ne ho fin sopra le orecchie, da dopo la mia "epurazione" che sia tecnica o politica, mi limito a portare avanti le idee in cui credo e che ritengo possano originare battaglie concrete, oltre a denunciare quel che vedo non funzionare, con la speranza ciò sia utile a rallentare una deriva sponsoristica che vede sempre meno contenuti e sempre più spot al centro della attività del movimento e se questo mi porrà al margine me ne farò pacatamente una ragione :-)
Quando si vuole bene a qualcuno o a qualcosa si lotta fino alla fine per salvarlo, ma sono contrario all'accanimento terapeutico e il movimento, per quanto gli abbia donato 8 anni di vita, non fa eccezione.
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